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Cna Sicilia: «Bollette insostenibili, micro e piccole imprese al collasso»

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Scivoli: «Tre imprese su quattro hanno subito aumenti». Giglione: «Servono interventi strutturali e una politica energetica regionale»

Il caro energia continua a pesare sulle micro e piccole imprese siciliane. A lanciare l’allarme è la Cna Sicilia, che commenta i risultati dell’indagine nazionale “Energia e piccole imprese”, secondo cui il 76,5% delle aziende ha registrato un aumento della spesa energetica negli ultimi sei mesi.

Per il presidente regionale della Cna, Filippo Scivoli, in Sicilia la situazione è ancora più critica. «Tre imprese su quattro hanno visto aumentare le bollette e, nella nostra Isola, il peso dell’energia sui costi di produzione è una zavorra – ha chiarito – che rischia di far chiudere migliaia di attività. Non possiamo più limitarci a interventi tampone».

Secondo Scivoli, il tessuto produttivo siciliano, composto prevalentemente da artigiani, commercianti, piccoli laboratori e imprese di servizi, è particolarmente esposto ai rincari. «Quasi due aumenti su tre superano il 10%. Le conseguenze sono margini sempre più ridotti, investimenti rinviati e occupazione a rischio. È una spirale che va interrotta».

Sulla stessa linea il segretario regionale della Cna, Piero Giglione, che sottolinea come il problema non riguardi più soltanto le imprese ad alto consumo energetico. «L’energia è diventata una criticità trasversale e coinvolge l’84% delle imprese – ha spiegato Giglione -. In Sicilia, dove il sistema economico resta vulnerabile alle oscillazioni dei mercati, servono politiche che tengano conto delle esigenze delle micro e piccole aziende».

Per Cna è ormai necessario superare la logica degli interventi emergenziali. «Occorrono strumenti realmente accessibili, maggiore trasparenza nel mercato, contratti di lungo periodo per le PMI e le loro aggregazioni, oltre a incentivi per l’autoconsumo e le comunità energetiche. La Regione – ha concluso Giglione – ha mostrato attenzione su alcuni fronti, ma adesso servono continuità e scelte coraggiose: il tema dell’energia deve entrare stabilmente nella politica industriale regionale».

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