Secondo il comunicato di Confagricoltura, aumenti fino al 30% dei carburanti e dei fertilizzanti mettono a rischio redditività e competitività delle aziende agricole
Secondo un comunicato diffuso da Confagricoltura Siracusa, i rincari di gasolio ed energia stanno mettendo in forte difficoltà le imprese agricole del territorio.
I primi segnali di aumento dei costi energetici dall’apertura del conflitto in Medio Oriente sono già palesi e potranno avere conseguenze in termini inflattivi sui consumi. Sul portafoglio delle famiglie i carburanti incidono per il 4%, l’energia per il 9,8%, e il carrello della spesa per il 20%.
Nel settore primario, già oggi si registra una situazione di instabilità che, per vari motivi, sta interessando diversi comparti, e che ora si somma a significativi incrementi di prezzo per i fertilizzanti (urea) e i carburanti, aumentati rapidissimamente negli ultimi giorni.
“Siamo preoccupati – commenta il direttore di Confagricoltura Siracusa, Antonio Giuffrida – per l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonché dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30%. Questo accade, tra l’altro, in una fase in cui si sta avviando la campagna di produzione”.
Il comunicato precisa che un aggravarsi della guerra provocherebbe ulteriori aumenti delle quotazioni del petrolio, con effetti indiretti sui costi energetici e logistici e, conseguentemente, sui prezzi dei fertilizzanti.
I rincari, nonostante gli sforzi delle imprese, potrebbero avere effetti sul quadro dei prezzi portando a un’inflazione da costi, come accaduto qualche anno fa. Le aziende agricole, sottolinea Giuffrida, sono il primo anello della filiera e potrebbero non essere in grado di trasferire a valle i maggiori oneri. “Anche relativamente a questo aspetto è importante l’analisi per verificare il rischio che le imprese agricole possano subire un calo di redditività e di competitività. Va ricordato, peraltro, che la legislazione nazionale prevede che la fissazione dei prezzi dei prodotti agricoli ceduti debba tenere conto dell’evoluzione dei costi”.
Confagricoltura invita quindi a monitorare costantemente la situazione, ma anche a individuare eventuali interventi per riequilibrare le quotazioni di benzina e gasolio dopo la scelta dell’unificazione dei tassi di accisa. Inoltre, evidenzia la necessità di rivalutare il provvedimento del DL Bollette, concepito in un contesto del tutto diverso da quello attuale, con perturbazioni notevoli del prezzo dei beni energetici.
Il comunicato sottolinea che la situazione internazionale impone sempre più di migliorare l’autosufficienza energetica valorizzando le risorse nazionali. L’art. 5 del DL Bollette, invece, non è in linea con questi obiettivi, poiché prevede la riduzione progressiva dei prezzi minimi garantiti (PMG) per la generazione elettrica a biogas, biomasse e bioliquidi a partire dal 2026 fino a un azzeramento dal 1° gennaio 2031.








