Intervento focalizzato soprattutto sui temi nazionali, ma in un passaggio la candidata alla segreteria Dem ricorda il primo Matteo Renzi, quello della “rottamazione”: “quelli che ci hanno portato alla sconfitta non possono restare sempre ai soliti posti, è necessario un cambiamento autentico“.
L’Urban Center di Siracusa da centro vaccinale a distributore di “vaccini contro le destre”, specie quelle al governo in questo momento. Con questa battuta si potrebbe sintetizzare il pienone fatto registrare ieri dalla candidata alla segreteria nazionale del PD Elly Schlein, arrivata a Siracusa insieme al “sodale” Peppe Provenzano e coccolata dal comitato che, in città, ne auspica l’elezione, guidato dall’ex assessore Giusy Genovesi.
Gli altri candidati, lo ricordiamo, sono Stefano Bonaccini, Paola De Micheli e Gianni Cuperlo.
Tosta, simpatica ma con un pizzico di aggressività nell’interloquire che non guasta, preparata e sempre sul pezzo, Elly Schlein incarna perfettamente il ruolo di candidata per la sinistra Dem; innanzitutto è una donna e “sul tema della parità di genere, il Pd ha tanto da farsi perdonare“ ricorda, tra gli applausi, mentre ancora una volta commette quello che secondo tutti gli osservatori è un errore, ossia sminuire il ruolo della premier Meloni in quanto donna “che non parla alle donne o per le donne”. Ma per fortuna non siamo in campagna elettorale, quanto meno non per il Governo nazionale.
L’autonomia differenziata è “il male assoluto”, perché “punta a congelare le disuguaglianze attuali tra le regioni e cristallizzarle per sempre“; in caso di sua elezione, promette battaglia su tutti i fronti per abolire quello che viene definito un regalo alla Lega a ridosso delle elezioni regionali in Lombardia.
C’è poi tutta la vicenda Donzelli-Delmastro, quei gravi insulti al PD con allusioni ad un presunto “inchino alla mafia” a causa della visita in carcere all’anarchico Alfredo Cospito che fa letteralmente imbestialire sia la Schlein sia lo stesso Peppe Provenzano che dal palco urla: “Noi siamo la terra di Peppino Impastato e Pio La Torre, non accettiamo lezioni di legalità da nessuno!”
I temi affrontati
I temi affrontati sono quelli cari della sinistra: il lavoro, con la lotta al precariato e alla necessità di un salario minimo che ne garantisca la dignità, la sicurezza sul lavoro, una sanità all’altezza per tutti, senza che “si guardi al portafoglio dell’assistito” (qui Elly Schlein ha fatto riferimento alla recente tragedia di Pachino), il diritto alla casa, la lotta ai cambiamenti climatici, con uno sviluppo sostenibile e una transizione ecologica che salvaguardi il pianeta ma anche le attività produttive.
Non sono mancate, giustamente, le autocritiche per come sia arrivata la sconfitta elettorale e in generale per la distanza che il PD ha visto accrescere dalla sua base nel tempo; Elly Schlein non cita mai quella parola, ovviamente, ma è chiaro che l’intento è quello di “rottamare” chi fino ad oggi ha pensato più alle stanze dei bottoni che al rapporto del partito col territorio. “Non possono esistere uomini per tutte le stagioni, non si possono presentare gli stessi volti dicendo tutto e il contrario di tutto, serve un cambiamento autentico”.
Gli applausi della sala, scroscianti, rivelavano un po’ il paradosso di questa situazione. Perché seduti tra il pubblico figuravano gli storici dirigenti di quell’area del PD, Bruno Marziano, Marika Cirone Di Marco, Roberto De Benedictis ma anche il segretario dimissionario Salvo Adorno, sicuramente non più in prima linea come un tempo, ma pur sempre ancora influenti se non determinanti nelle scelte di quell’area.
La speranza però è riposta nei giovani, ovviamente in Glenda Raiti, figlia d’arte recentemente maltrattata dai vertici regionali del partito e per questo ancora più “affamata” e ambiziosa, in Giuseppe Provenzano, apprezzato ex ministro per il Sud ma anche nei sindaci, vedi il buon Giuseppe Stefio, sindaco di Carlentini, ieri sera in prima fila ma che a maggio dovrà affrontare la sfida elettorale della riconferma.
Provenzano ha definito quella di Elly Schlein “una candidatura vincente”, non sappiamo se sarà così ma certamente la candidata ha tutte le carte in regola per provare a ricostruire il centrosinistra partendo dalla sinistra del PD, approfittando degli innegabili vantaggi che cinque anni di opposizione possono dare ad una coalizione in prospettiva elettorale.












