Come ogni anno, in questo periodo, fioccano diatribe e interventi a favore e contro la notte di Halloween, accusata di essere “un’americanata” che viola le nostre tradizioni. Ma forse non è proprio così…
Halloween, una festa che ha le sue radici nelle antiche tradizioni celtiche, è diventata negli anni un fenomeno globale, celebrato in molti paesi del mondo, inclusa l’Italia. Tuttavia, non è stata accolta senza riserve: alcuni esponenti della Chiesa vedono in essa un richiamo a Satana e chiedono di boicottarla. Ma è davvero così? E come si confronta questa celebrazione con le tradizioni italiane, come la festa dei “morticini” in Sicilia, e con altre tradizioni globali, come “El Día de los Muertos” in Messico?
Innanzitutto, è essenziale comprendere le origini di Halloween. La festa nasce come “Samhain”, un antico festival celtico che segnava la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno, un periodo associato alla morte. Durante Samhain, si credeva che il velo tra il mondo dei vivi e quello dei morti fosse più sottile, permettendo ai defunti di tornare sulla Terra. Tuttavia, l’intento non era di evocare forze oscure, ma piuttosto di onorare i morti e proteggersi dai potenziali spiriti maligni. Le maschere e i costumi servivano proprio a questo: esorcizzare e prendersi gioco delle forze del male, non invitarle.
In Sicilia, la tradizione dei “morticini” ha radici profonde e affettuose. Nel giorno della Commemorazione dei Defunti, i bambini si svegliano trovando dolciumi e giocattoli, doni che si dice siano stati portati dai defunti, spesso i nonni, durante la notte. Questa tradizione non solo onora la memoria dei cari scomparsi, ma insegna anche ai più giovani l’importanza del ricordo e del legame con le generazioni passate.
Ma c’è un’altra tradizione che merita attenzione: “El Día de los Muertos” in Messico. Questa festa, che si svolge tra il 1° e il 2 novembre, è una celebrazione vibrante e colorata in onore dei defunti. Le famiglie creano altari decorati con fiori, candele, fotografie e cibi preferiti dei defunti. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è una giornata di lutto, ma piuttosto una celebrazione della vita e della morte come parte integrante dell’esistenza umana.
Se confrontiamo queste tradizioni, ci rendiamo facilmente conto che tutte hanno lo scopo di onorare e ricordare i defunti. Mentre Halloween ha un approccio più giocoso, la commemorazione dei defunti in Italia ha un tono riflessivo e “El Día de los Muertos” è una fusione di gioia e rispetto.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare, soprattutto per i cattolici, che festeggiare Halloween non mette in dubbio la luce di Cristo. Al contrario, come suggerito dalla tradizione celtica, ci si prende beffe delle forze del male, che sono destinate ad essere sconfitte dalla luce divina. I cattolici possono quindi festeggiare Halloween con la consapevolezza che non si tratta di una celebrazione del male, ma piuttosto di una festa che, nelle sue intenzioni originali, serve a esorcizzarlo.
Sia Halloween sia la Commemorazione dei Defunti o “El día de los Muertos” ci ricordano dunque l’importanza di onorare e ricordare i nostri cari scomparsi. Entrambe le tradizioni, pur con le loro peculiarità, portano un messaggio di speranza, amore e rispetto verso il passato. E, in un mondo in cui le tradizioni si mescolano e si influenzano a vicenda, è essenziale ricordare il vero significato dietro ogni celebrazione.











