Un contenzioso che poteva forse avere effetti meno nefasti se si fosse raggiunto un accordo con l’ex gestore dei rifiuti ma che oggi, giustamente, preoccupa la politica e i cittadini
Il CGA di Palermo, con la sentenza di ieri, ha riconosciuto all’IGM l’adeguamento dei canoni di alcune attività rese negli anni in cui gestiva l’appalto dei rifiuti a Siracusa, una vicenda che è iniziata nel 2020 e che oggi si conclude probabilmente nel modo peggiore possibile per tutti i protagonisti di questa storia, con un risarcimento fissato a quasi 8 milioni di euro.
Si conclude male per la città innanzitutto, come giustamente fa notare l’ex candidato sindaco e adesso consigliere comunale Ferdinando Messina, che non soltanto si vedrà sottratte risorse necessarie come non mai, ma che se non paga per tempo, vedrà aumentare il debito a causa degli interessi di mille euro al giorno.
Si conclude male per l’amministrazione in carica, perché il sindaco Italia, terminata la stagione estiva fatta comunque di successi per la città, si troverà ad affrontare una gatta da pelare di non poco conto, dovendo rendere conto ai cittadini e (finalmente) anche al Consiglio comunale su come è stata gestita in questi quattro anni l’intera questione.
Si conclude male per i cittadini, su cui inevitabilmente ricadranno gli effetti di questa sottrazione di risorse magari sotto forma di tagli alla manutenzione delle strade, di minori servizi o comunque di mancati investimenti per il miglioramento della qualità della vita.
In ultimo, non senza un aspetto paradossale, potrebbe concludersi male, quanto meno a livello di immagine pubblica, in parte anche per la stessa IGM, un’azienda storicamente legata a Siracusa che pur avendo ragione in questa vicenda (la sentenza parla chiaro e non si discute) e pur dovendo ovviamente pensare al business, non essendo una onlus, si ritroverà a dover affrontare un giudizio popolare che inevitabilmente la marchierà come “depauperatrice” volontaria delle casse pubbliche, in un gioco delle parti che, come al solito, polarizzerà da un lato i sostenitori e dall’altro i detrattori del sindaco.











