Senato, in Aula la riforma dell’art. 9 dello Statuto siciliano
Il Senato ha approvato il ddl costituzionale sull’incompatibilità tra la carica di assessore e l’ufficio di seputato della Regione Siciliana. I sì della maggioranza sono stati 77, i no delle opposizioni 63.
Il ddl interviene sullo Statuto della Regione Sicilia, e prevede che se un deputato dell’ARS è nominato assessore, viene sospeso dalla carica di deputato e gli subentra un supplente; questi a sua volta decade qualora il deputato eletto lascia la carica di assessore tornando al suo ufficio originale. Inoltre il ddl prevede l’entrata in vigore a legislatura regionale in corso e la non sottoponibilità a referendum della legge regionale che recepisce le modifiche allo statuto.
«Il disegno di legge che modifica l’articolo 9 dello Statuto della Regione Siciliana approda oggi in Aula al Senato per la prima deliberazione. Dopo l’approvazione in Prima Commissione Affari Costituzionali, questo passaggio segna l’avvio della fase decisiva di una riforma attesa da tempo», dichiara la senatrice di Forza Italia Daniela Ternullo, relatrice del provvedimento.
«Trattandosi di una legge costituzionale, il testo dovrà essere approvato in doppia lettura conforme da entrambe le Camere per poi essere trasmesso all’ARS, come previsto dal nostro Statuto speciale. È un percorso rigoroso, che garantisce pieno equilibrio istituzionale e rispetto dell’autonomia regionale.»
La riforma introduce l’incompatibilità tra la carica di deputato regionale e quella di assessore, con la sospensione temporanea del parlamentare nominato assessore e la previsione di una successiva disciplina regionale sul relativo status.
«Si tratta — conclude Ternullo — di un intervento che rende più chiaro e trasparente il rapporto tra funzioni legislative e funzioni di governo. Un passo avanti importante per la nostra Regione e un onore per me seguirne l’iter da relatrice in Aula.»
Il ddl adesso andrà alla Camera dei deputati e poi tornerà al Senato.




