Aggiornato al 14/04/2026 - 12:11
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I dati

Mare inquinato, la mappa dei divieti 2026: a Siracusa oltre 86 km di costa “proibita”

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Stagione al via il 1° maggio: maglia nera alla depurazione. Augusta e Priolo i punti più critici, Ragusa regina del pulito

Il copione si ripete, ma con note ancora più amare. La stagione balneare 2026, che prenderà ufficialmente il via il 1° maggio, si apre in Sicilia con un aumento dei tratti di mare contaminati. Secondo l’ultimo decreto del Dipartimento Attività Sanitarie della Regione, sono quasi 40 i chilometri di costa interdetta per inquinamento nell’Isola, un dato in peggioramento rispetto allo scorso anno.

Per la provincia di Siracusa, i numeri descrivono una situazione complessa dove l’industria e le carenze dei depuratori continuano a pesare come macigni sulla qualità delle nostre acque.

La costa aretusea registra un totale di oltre 86 chilometri interdetti. Sebbene la maggior parte dei divieti sia legata alla presenza di infrastrutture portuali, militari e industriali, il dato sull’inquinamento accertato desta preoccupazione.

Ecco i punti dove sarà vietato tuffarsi quest’anno:

  • Augusta: Divieto attivo nel tratto che va da 220 metri a est del canale di Brucoli fino a 200 metri a sud dello scarico fognario cittadino.

  • Priolo Gargallo: Interdetti oltre due chilometri di costa, dallo scarico Enel fino al confine nord con il territorio di Melilli.

  • Pachino e Portopalo: Ordinanze di divieto previste per un tratto di 110 metri a Pachino e di ben 800 metri a Portopalo di Capo Passero.

Oltre ai 4 chilometri di mare “sporco”, il decreto vieta la balneazione per altri motivi precauzionali:

  • Aree Industriali e Portuali: Oltre 73 chilometri di litorale siracusano sono inaccessibili perché ospitano porti, raffinerie o zone militari.

  • Foci di fiumi e canali: Circa 2 chilometri di costa sono interdetti in corrispondenza delle immissioni di corsi d’acqua e condotte di depurazione.

  • Dissesto Idrogeologico: Circa 5 chilometri di costa sono chiusi per il rischio di crolli di costoni rocciosi.

  • Riserve Naturali: 3 chilometri sono tutelati e interdetti per la protezione di parchi e oasi.

Mentre Palermo si conferma la provincia più critica (116 km interdetti, di cui 15 per inquinamento), la vicina Ragusa si conferma l’oasi felice dell’Isola: è l’unica provincia siciliana con zero chilometri di mare inquinato. Un dato che mette a nudo le difficoltà della provincia siracusana nel mettere a regime un sistema di depurazione dei reflui moderno ed efficiente.

[Image showing a comparison chart of water quality between Syracuse and Ragusa provinces]

Il decreto firmato dal dirigente generale Giacomo Scalzo è perentorio: i Sindaci dovranno apporre cartelli metallici (minimo 80×100 cm) in doppia lingua per segnalare i divieti. Ma la responsabilità ricade pesantemente anche sulle Asp. Il mancato rispetto del calendario dei campionamenti mensili comporterà il divieto automatico per la stagione successiva, con gravi danni d’immagine ed economici per le imprese turistiche locali.

“La depurazione resta il nostro tallone d’Achille”, sottolineano gli esperti. La pressione antropica estiva manda spesso in tilt impianti vecchi o sottodimensionati, costringendo l’Europa a mantenere l’Italia (e la Sicilia) sotto infrazione.

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