Intervento sull’emergenza ambientale e sui ritardi nei controlli industriali: «Sui temi essenziali come aria, acqua e salute non possono più esserci zone d’ombra. La fiducia dei cittadini si indebolisce quando mancano risposte»
La consigliera comunale del PD Sara Zappulla interviene sull’episodio di aria irrespirabile che diversi giorni fa ha interessato l’area urbana di Siracusa, scatenando la forte preoccupazione di famiglie, lavoratori e soggetti fragili.
La consigliera d’opposizione punta il dito contro l’amministrazione comunale, colpevole di non aver fornito alcuna spiegazione comprensibile alla cittadinanza, nonostante i dati ufficiali abbiano confermato l’anomalia atmosferica.
I dati tecnici emersi nelle scorse settimane confermano la gravità della situazione legata alle molestie olfattive subite dai residenti.
La mappatura dell’emergenza e le criticità sollevate si articolano nei seguenti punti:
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Il report del monitoraggio: ARPA Sicilia ha dato formalmente conto dell’evento registrato lo scorso 13 maggio, quantificando in ben 149 le segnalazioni inviate dai cittadini siracusani tramite l’applicazione NOSE, che hanno fatto scattare l’attivazione automatica del campionatore d’aria;
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La mancanza di trasparenza: nessuna azienda del polo petrolchimico ha chiarito se si siano verificati fuori servizio, anomalie impiantistiche o malfunzionamenti strutturali collegati alle emissioni in atmosfera;
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Le carenze nei controlli: l’episodio ha reso evidenti le falle del sistema di vigilanza, che rischiano di permettere alle singole industrie di sfuggire alle proprie precise responsabilità ambientali.
«Una città che vive accanto ad una delle aree industriali più grandi e problematiche d’Europa non può essere lasciata nell’incertezza ogni volta che l’aria diventa irrespirabile – ha dichiarato Sara Zappulla –. La tempestività della comunicazione ai cittadini dovrebbe essere di competenza del Sindaco, primo responsabile della tutela della salute».
Le preoccupazioni della Zappulla guardano anche ai prossimi mesi, quando i colossi industriali del polo petrolchimico completeranno il distacco dall’impianto di depurazione consortile di Priolo Gargallo per cominciare a scaricare singolarmente i propri reflui depurati nei fondali marini.
Senza un sistema di controllo ferreo, il rischio concreto è che le aziende finiscano per “giocare a nascondino” con l’inquinamento delle acque esattamente come accade oggi per la qualità dell’aria, aprendo le porte a una nuova emergenza ambientale sulla quale il primo cittadino continua a tacere.
Il fulcro della discussione politica si sposta così inevitabilmente sul futuro dell’IAS. Ad oggi manca qualsiasi tipo di notizia ufficiale su chi dovrà sostenere gli ingenti costi di trasformazione e di gestione dell’impianto ecologico una volta che i privati saranno usciti dal consorzio. Senza queste garanzie economiche e strutturali, tutti i progetti di sviluppo e le condotte annunciate rischiano di rimanere semplici propositi sulla carta.
Un ulteriore elemento di frizione riguarda il progetto di conferimento all’IAS dei reflui urbani dei comuni di Siracusa, Floridia e Solarino. L’opera era stata presentata più volte dall’amministrazione comunale come una soluzione imminente e definitiva, finalizzata anche all’auspicata chiusura dello scarico dei reflui all’interno del porto grande della città. Tuttavia, anche su questo specifico capitolo infrastrutturale, conclude Sara Zappulla, è calato un silenzio fitto.







