Il coordinatore Marco Mastriani: “Nel 2025 in fumo 49 mila ettari. La Regione formalizzi subito la collaborazione con il CUFA”
Con oltre 49 mila ettari di vegetazione andati in fumo nel solo 2025 e più di 45 mila devastati nel 2023, gli incendi boschivi in Sicilia continuano a posizionare l’Isola al vertice del triste primato nazionale per patrimonio naturale distrutto dal fuoco. A sollevare con forza il problema è Federparchi Sicilia, che torna a chiedere un cambio di strategia incentrato sull’attività investigativa, di intelligence e di polizia giudiziaria.
Secondo l’associazione, la risposta all’emergenza non può limitarsi alla sola fase di spegnimento aereo o da terra, ma deve aggredire la matrice dolosa e organizzata che si cela dietro i roghi.
Nonostante gli incontri istituzionali promossi già a partire dal 2024 presso il Ministero dell’Ambiente alla presenza del Sottosegretario Claudio Barbaro e dei vertici del CUFA (Comando Unità Forestali Ambientali e Agroalimentari dell’Arma), le azioni operative congiunte sul territorio tardano a concretizzarsi.
Marco Mastriani, Coordinatore regionale di Federparchi Sicilia, rivolge una serie di quesiti diretti alla governance regionale:
«Come mai la Regione Siciliana, pur avendo la disponibilità del CUFA dei Carabinieri – eccellenza per la tutela ambientale dotata di sofisticate tecnologie satellitari per le indagini –, non ha mai formalizzato questa collaborazione sul campo? Perché non estendere la sinergia dall’ambito formativo, come previsto dal recente protocollo del dicembre 2025 per i nuovi agenti forestali, a quello operativo e di controllo sul territorio?»
Federparchi cita l’esempio di buone pratiche già collaudate in altre realtà, come la Regione Sardegna – che ha siglato accordi con il CUFA per il contrasto al bracconaggio – o l’esperienza virtuosa del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, dove gli uomini del Corpo Forestale della Regione Siciliana operano al fianco dei Carabinieri Forestali per il presidio della biodiversità.
L’appello finale di Federparchi Sicilia è un invito ad agire con urgenza per fermare un disastro ecologico che si ripete puntualmente negli stessi siti:
«Si attivino tutte le collaborazioni possibili fra la Regione e i Carabinieri per fermare queste mani criminali. Da tre campagne antincendio facciamo le stesse domande senza ricevere risposte. La difesa del patrimonio boschivo deve diventare la priorità assoluta: non c’è più tempo da perdere».








