Dopo la pausa estiva il coordinamento regionale si è riunito con il coordinatore nazionale Agostinelli e ha messo a punto proposte su varie tematiche in vista del vertice del 20 ottobre a Roma. Mastriani: “Importante fare rete”
Il coordinamento regionale di Federparchi Sicilia è tornato a riunirsi dopo la pausa estiva, ripartendo dal Parco regionale dell’Etna. L’incontro è stato dedicato all’analisi della situazione delle aree protette dell’Isola: riserve naturali, parchi regionali, aree marine protette e Parco nazionale Isola di Pantelleria.
Ai lavori ha partecipato Agostino Agostinelli, coordinatore nazionale di Federparchi per i coordinamenti regionali, che ha offerto una panoramica su quanto avviene nelle altre regioni e sulla necessità di fare rete tra le aree protette. Molte questioni, è stato osservato, sono comuni, e un intervento organico permette di dare una risposta uniforme in tutto il Paese, pur tenendo conto delle differenze tra territori e tipologie di area.
“Ringrazio Agostino Agostinelli per la presenza, l’Ente Parco regionale dell’Etna e il presidente Massimiliano Giammusso per la disponibilità dimostrata”, afferma il coordinatore regionale Marco Mastriani. “Va oltre la semplice collaborazione e dimostra capacità di ascolto sul territorio e volontà operativa nel risolvere le criticità esistenti”.
Tra gli obiettivi dei prossimi mesi c’è la modifica della legge nazionale 394 del 1991, sulla quale Federparchi lavora da anni e che il coordinamento spera venga approvata prima della fine della legislatura.
Ampio spazio è stato dedicato agli incendi boschivi e vegetazionali, che hanno colpito ancora una volta la Sicilia e che, secondo Federparchi, sono ormai un’emergenza nazionale. La proposta è di poter contare anche nell’Isola sulla collaborazione del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri, come accade da dieci anni al Parco nazionale Isola di Pantelleria. La testimonianza è stata portata dal direttore del parco, Carmine Vitale.
Sulle riserve naturali regionali è emersa la necessità che i Comuni redigano e approvino i piani di utilizzazione previsti dalla legge, che nella maggior parte dei casi non sono stati predisposti. Si auspica inoltre un intervento del legislatore regionale per superare la frammentazione delle competenze e arrivare al piano unico per le riserve.
Per i parchi regionali si intende chiedere al legislatore nazionale di consentire l’accesso al cinque per mille e di prevedere uno stanziamento annuo ordinario da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, misura già inserita tra le proposte di modifica della legge 394.
Sulle aree marine protette Mastriani ha chiesto di “recuperare il taglio dello stanziamento ordinario applicato per il 2026 e di rafforzarne la governance, sia sul piano economico sia con più personale”.
Le proposte confluiranno in un documento finale, che integra in parte quello redatto dal coordinamento regionale nel 2022 e sarà portato all’attenzione di Federparchi nazionale nell’incontro in programma a Roma il 20 ottobre 2026. È importante creare sempre più sinergia fra le aree protette e fare rete -, conclude Mastriani – per confrontarsi sulle buone pratiche, coinvolgere le comunità locali e rafforzare la tutela e la valorizzazione, con attenzione anche alle iniziative utili a mitigare gli effetti del cambiamento climatico”.










