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Furto delle opere di Antonello da Messina, tra i ladri potrebbe esserci una donna

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Le immagini delle telecamere del museo mostrano una figura esile con zaino e casco, mentre gli investigatori lavorano in riserbo su più fronti, dalla maglietta persa durante la fuga all’allarme rimasto spento in una sola zona. Il colpo messo a segno a Ferragosto

Nella banda che il giorno di Ferragosto ha portato via le opere di Antonello da Messina potrebbe esserci una donna. È una delle ipotesi che emergono a un mese e mezzo dal colpo, considerato uno dei furti d’arte più gravi della storia recente d’Italia e noto anche all’estero.

L’ipotesi nasce dalle registrazioni delle telecamere del museo. Nel video si vede una figura dalla corporatura esile, con uno zainetto di stoffa sulle spalle, un casco jet aperto sul davanti e una maglietta scura incastrata sul casco per nasconderne la marca. Sulla parte anteriore della maglietta indossata compare un’ombra che potrebbe indicare una rotondità, ed è da questo dettaglio che gli investigatori considerano la possibilità che la persona ripresa sia una donna.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Messina Antonio D’Amato e affidata ai sostituti Maria Di Mulo e Massimo Trifirò. Prosegue in Italia e all’estero nel più stretto riserbo, con la Squadra mobile e i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, affiancati da altro personale inviato da Roma. Tra le piste c’è anche quella di un tentativo di collocare le opere sul mercato nero dell’arte nei Paesi dell’Est, dove tesori di questo valore non possono essere esposti.

Nella fuga uno dei ladri ha perso una delle due magliette scure usate per coprire i caschi e rendere irriconoscibili chi li indossava, uno integrale e uno jet. L’indumento è ora nelle mani degli investigatori e potrebbe fornire sviluppi.

I tecnici del MuMe. il Museo di Messina dove erano esposte le opere, hanno inoltre recuperato sul pavimento della sala una ventina di frammenti delle tavole di Antonello. Sono il segno di quanto sia stato violento il prelievo: i due ladri, mentre staccavano le opere dal pannello, sono arrivati a saltare per raggiungere quelle collocate più in alto. Le tavole non erano fissate con un sistema ad incastro ma con comuni staffe, e per questo per loro è stato piuttosto semplice portarle via. Secondo quanto emerge, infine, tutte le sezioni dell’impianto d’allarme erano attive tranne una, proprio quella da cui i ladri sono entrati.

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