Fra Daniele Cugnata: “Nei momenti bui della nostra vita c’è sempre una luce: il messaggio è che la luce vince sul buio”
Una serata ricca di suggestioni, musica d’epoca e analisi storico-artistiche per omaggiare la figura di Michelangelo Merisi. In occasione dell’anniversario della morte del grande maestro lombardo, il sagrato e le navate della Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro hanno fatto da cornice all’evento culturale “Caravaggio a Siracusa”, un percorso celebrativo incentrato sull’opera iconica del pittore in città: Il Seppellimento di Santa Lucia.
L’iniziativa, curata dall’associazione “L’Isola del dialogo” in collaborazione con la società Kairos, l’Ufficio per la Pastorale del Turismo e il Santuario, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Siracusa.
La prima parte del racconto si è svolta sul sagrato della Basilica, dove le voci narranti di Attilio Ierna e Loredana Pitruzzello hanno ripercorso le tappe del viaggio siciliano di Caravaggio, intrecciando letture critiche, annotazioni simboliche e testimonianze dei principali storici dell’arte.
Il momento centrale si è poi spostato all’interno del luogo di culto con la proiezione di un filmato del tutto inedito. Il documento video ha mostrato un affascinante fenomeno astronomico-architettonico: ogni 25 ottobre, al crepuscolo, la luce naturale che penetra dal rosone della facciata si proietta direttamente sulla tela del Seppellimento, scorrendo rapidamente e illuminando in sequenza i personaggi raffigurati.
La narrazione è stata impreziosita dalle esecuzioni dal vivo di un quartetto d’archi e fiati composto da Matteo Blundo (viola), Matteo Briganti (violino), Luciano Maria Moricca (oboe) e Susi Kimbell (violoncello). Il programma musicale ha proposto pagine di Bach, Vivaldi, Handel e Arcadelt, includendo anche il motetto Quam pulchra es di Noël Bauldeweyn — il cui spartito appare dipinto da Caravaggio nel celebre capolavoro Riposo durante la fuga in Egitto.
La manifestazione si è chiusa con un messaggio di speranza affidato al rettore della Basilica.
«Nei momenti bui della nostra vita c’è sempre una luce. Per Caravaggio è stata Lucia – ha evidenziato fra Daniele Cugnata, rettore del Santuario –. In lei ha visto una realtà nuova. Mi auguro che valga anche per tutti noi il messaggio fondamentale che la luce vince sempre sul buio e sulle tenebre».








