Quella tra i siracusani e le piste ciclabile è una battaglia senza esclusione di colpi e l’ultimo attacco sta per essere sferrato proprio nella storica arteria commerciale della città.
Dio, auto e famiglia: se esistesse il motto dei siracusani forse potrebbe davvero essere questo, vista la passione innata che i discendenti di Archimede – complice una atavica inefficienza dei trasporti pubblici – hanno per gli spostamenti con il mezzo proprio.
E chi ha l’ardire di spostarsi in città in orari “critici”, come all’ingresso o all’uscita degli studenti dalle scuole ad esempio, si rende perfettamente conto della situazione guardando la percentuale di automobili parcheggiate in seconda, terza o anche quarta fila laddove possibile.
Piste ciclabili: breve excursus
La prima, grande e unanimemente apprezzata pista ciclabile della città fu quella costiera, intitolata a Rossana Maiorca, costruita nel 2008 al posto della dismessa linea ferroviaria che da Targia porta al monumento ai Caduti d’Africa e da lì, attraverso il marciapiede di via dell’Unità d’Italia, fino a via dell’Arsenale. In gran parte fuori dal tessuto urbano, in mezzo al verde e con un panorama mozzafiato, divenne subito punto di riferimento per chi voleva fare sport all’aperto o anche una semplice passeggiata, a piedi o in bici. Si provò anche ad arricchire la zona con opere d’arte contemporanee (qualcuno ha detto “Rebuilding the future“?) ma la cosa finì nell’abbandono più totale.
L’odio per le ciclabili scattò nei siracusani quando improvvisamente, complice la necessità di spendere fondi europei, la città fu invasa di corsie ciclabili in lungo e in largo, restringendo la carreggiata anche in strade che, oggettivamente, non erano di per sé larghissime, senza contare il paradosso di di creare una corsia ciclabile parallela alla pista ciclabile già esistente (in via Lazio e in via dell’Unità d’Italia per esempio). Tra i continui lavori, gli incidenti, il traffico aumentato e – ma questa è una colpa nostra – la percentuale di ciclisti che a parte l’ex onorevole Paolo Ficara nei fatti latitavano sulle corsie predisposte, l’antipatia verso le ciclabili e di conseguenza verso colui che le aveva proposte cresceva di giorno in giorno.
Corso Gelone, l’ultima scommessa
L’ordinanza del settore mobilità e trasporti elenca le strade che verrano chiuse o comunque limitate nel traffico per costruire l’ultima scommessa del sindaco Italia, ossia la pista ciclabile nel cuore di Corso Gelone, una via storica dello shopping e del “passeggio” della città, sempre congestionata anche a causa della presenza dell’ospedale, dell’Inps, di banche, farmacie, supermercati ecc nonché via strategica per arrivare a Ortigia.
In particolare, dal 13 marzo al 13 giugno 2023, il restringimento della carreggiata e il divieto di sosta con rimozione coatta, interesserà le vie sotto indicate:
– Viale Augusto, lato destro del senso di marcia;
– Via A. Von Platen, lato destro del senso di marcia con direzione viale Teocrito;
– Viale Teocrito, nel tratto interposto tra corso Gelone e via A. Von Platen, lato destro del senso di marcia con direzione corso
Gelone;
– Viale Teracati, nella carreggiata con direzione di marcia viale Santa Panagia, nel tratto interposto tra corso Gelone e viale Santa
Panagia;
– Corso Gelone, nella carreggiata con direzione di marcia viale Teracati, nel tratto interposto tra via Agatocle e via G. Testaferrata;
– Corso Gelone, nella carreggiata con direzione di marcia via Catania, nel tratto interposto tra viale Augusto e via Po.
La posizione contraria del commissario cittadino di Forza Italia Giammarco Vaccarisi
“Quest’amministrazione continua nel progetto di compromettere definitivamente la viabilità cittadina. Infatti, dopo le follie compiute con la realizzazione delle corsie ciclabili in viale Teracati e Viale Tica, è notizia di oggi l’inizio dei lavori giorno 13 Marzo per la realizzazione della pista ciclabile in Corso Gelone.
Partendo dal presupposto che credo nessun cittadino sia contrario a priori alle corsie ciclabili, ritengo però che queste dovrebbero essere inserite in un contesto idoneo, cosa che sicuramente non avverrà nel Corso dedicato al tiranno Siracusano.
All’amministrazione critico l’iniziativa sia nel metodo che nel merito. Reputo infatti questo l’ennesimo atto di prepotenza perpetuato dal Sindaco, che ha pensato bene di imporre questa scelta senza un minimo di confronto né con i cittadini della zona né con associazioni e commercianti, che hanno attraversato e ancora attraversano un momento di crisi, dovuti come sappiamo prima alla pandemia e successivamente alla guerra.
Per quanto riguarda il merito, credo che non ci sia stata in questi 5 anni una programmazione a 360 gradi per quanto riguarda la mobilità sostenibile in città; a dire il vero, unico atto che ricordo è la rimozione dei bus elettrici ereditati dall’ex Sindaco Garozzo, che avrebbero potuto rappresentare un ottimo punto di partenza. Difatti, le sole corsie ciclabili, in un contesto cittadino senza un trasporto pubblico funzionante, senza la realizzazione di parcheggi e aree verdi, hanno prodotto come unico effetto quello di rendere peggiore la viabilità cittadina, con aumento del traffico e consequenzialmente dello smog prodotto.
Ritengo inoltre che, rispetto a quest’ultima scelta, sia anche stata sottovalutata la vicinanza all’Ospedale, e le difficoltà che potrebbero trovare le ambulanze nel transitare in velocità una delle vie principali della città.
Una visione miope che conferma l’andazzo di questa amministrazione, convinta di far “pedalare” la città ma che invece, con le sue sempre più discutibili scelte la lascia al palo. Siracusa in questi 5 anni è proprio come le sue piste e corsie ciclabili: vuota perché mal pensata.”
La tradizione vuole che negli ultimi quattro mesi circa di governo, il sindaco uscente si impegni al massimo per rifare il look della città, in modo da lasciare ai cittadini il ricordo “fresco” degli interventi sulle strade; è successo con tutti i sindaci, sta dunque succedendo anche adesso. La differenza è che puntare su una nuova ciclabile in una città che fatica a digerire anche quelle già esistenti diventa davvero una scommessa, un azzardo amministrativo che potrebbe avere anche conseguenze politiche per Italia.
Vedremo però soltanto alla fine chi la spunterà tra i “ciclisti latenti” e gli “automobilisti furiosi” di Siracusa.












