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Portopalo, Una sola offerta per la gestione del mercato ittico comunale

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Una sola ditta ha risposto al bando comunale per la gestione del mercato ittico: è la società portopalese Degliangioli, che ha presentato la documentazione entro il termine del 2 aprile. Gli uffici sono ora al lavoro per la verifica.

Una sola ditta ha presentato istanza per partecipare al bando per la gestione pubblica del mercato ittico comunale. L’unica proposta arrivata al palazzo comunale di via Lucio Tasca è quella della ditta portopalese Giuseppe Degliangioli, che ha protocollato la documentazione entro il termine previsto del 2 aprile scorso.

Il canone di base chiesto dal Comune è di 38 mila euro l’anno, per 9 anni, la ditta ha presentato una proposta di 39 mila euro.

L’immobile si trova in prossimità dell’area portuale e del porto peschereccio, su un lotto di circa 6 mila 500 metri quadrati con una superficie coperta complessiva di circa 1.615 metri quadrati, oltre a un locale tecnico di circa 168 metri quadrati. La struttura è già inserita nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari del triennio 2026-2028 e nel Piano di riequilibrio finanziario pluriennale 2025-2044 tra i beni da ricondurre a gestione indiretta, con l’obiettivo di generare entrate correnti e ridurre i costi di manutenzione passiva.

Il canone annuo a base d’asta è di 38 mila 590 euro, corrispondente a rate mensili anticipate di 3 mila 215 euro. Sono ammesse esclusivamente offerte in rialzo. La destinazione d’uso è vincolata: l’immobile dovrà essere utilizzato prioritariamente come mercato ittico all’ingrosso, con possibilità di svolgere in via accessoria attività coerenti con la filiera del pesce, tra cui pescheria, vendita al dettaglio del pescato locale, lavorazione e confezionamento, produzione del ghiaccio, friggitoria, ristorazione a base di prodotti ittici e attività didattiche e promozionali sul settore.

Il conduttore potrà realizzare interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento funzionale, con possibilità di scomputare il valore delle opere dal canone nei primi sei anni, entro il limite massimo di due annualità e non oltre il 20 per cento del canone annuo. Le opere strutturali resteranno acquisite al patrimonio comunale senza diritto a indennizzo.

Gli uffici comunali sono al lavoro per la verifica della documentazione presentata dalla ditta e lunedì ci sarà l’aggiudicazione.

 

 

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