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Priolo, la Fiom al Governo: “Fare chiarezza sul passaggio di Isab a Ludoil”

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Il sindacato metalmeccanici di Cgil chiede trasparenza sul cambio di proprietà della raffineria, su investimenti, occupazione e indotto. Recano: “La fermata 2027 primo banco di prova”

La Fiom-Cgil torna a chiedere trasparenza sul passaggio di proprietà della raffineria Isab di Priolo, dopo l’esercizio dei poteri speciali del “Golden power” da parte del Governo sull’acquisizione del 51 per cento della società da parte di Ludoil Capital.

Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 agosto scorso, il Governo ha imposto alcune prescrizioni alla nuova proprietà. Secondo il coordinatore dei Petrolchimici Fiom Sicilia, Antonio Recano, adesso l’esecutivo deve rendere note ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali e al territorio le condizioni imposte a Ludoil, comprese le garanzie relative agli investimenti, alla continuità produttiva, alla sicurezza degli approvvigionamenti e al futuro industriale e occupazionale dello stabilimento.

“Se lo Stato ha ritenuto necessario utilizzare il Golden Power significa che Isab rappresenta un interesse strategico nazionale. E allora il futuro di Isab non può essere discusso soltanto tra Governo, vecchi azionisti e nuovi azionisti, deve essere discusso con chi dentro quegli impianti lavora ogni giorno”, afferma Recano.

La Fiom Cgil chiede inoltre di conoscere quali garanzie previste nel precedente passaggio societario siano state confermate o modificate, quali nuove prescrizioni siano state introdotte e chi sarà incaricato di verificarne il rispetto. Il sindacato prende atto dell’annuncio di Ludoil sulla volontà di preservare l’attuale organico e di trasformare Isab in una piattaforma multi-energy, con lo sviluppo di nuove produzioni e biocarburanti avanzati, ma chiede che questi impegni siano tradotti in un piano industriale dettagliato, con investimenti, impianti coinvolti, cronoprogramma, unità da riconvertire, nuovi impianti da costruire, attività da dismettere e ricadute occupazionali.

Il sindacato estende la richiesta di tutela anche ai lavoratori metalmeccanici dell’indotto, che secondo la Fiom custodiscono competenze costruite in decenni di attività industriale e devono essere inclusi nella valutazione degli effetti occupazionali del piano industriale.

Un passaggio specifico riguarda la fermata generale dell’impianto prevista per il 2027, definita dalla Fiom “il primo vero banco di prova per la nuova proprietà”. Il sindacato chiede un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali su gare, commesse, imprese aggiudicatarie, subappalti, numero di lavoratori coinvolti, professionalità richieste, ore di lavoro previste, contratti collettivi applicati e programmi di sicurezza e formazione, sottolineando che la qualità di una fermata industriale si misura anche dalle condizioni di lavoro garantite alle imprese coinvolte.

La Fiom chiede infine “al Governo e al ministero delle Imprese e del Made in Italy di chiarire le prescrizioni industriali e occupazionali contenute nel provvedimento, a Ludoil e Isab di presentare alle organizzazioni sindacali il piano industriale pluriennale del sito, e l’apertura di un tavolo permanente sul futuro industriale di Isab e dell’indotto, con la partecipazione di Governo, Regione, azienda e sindacati”.

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