E se il Comune di Siracusa adottasse il limite di velocità a 30 km orari in alcune zone della città?
Le continue distrazioni in macchina a causa dell’uso dei telefonini o della poca attenzione alle norme più basilari del codice stradale e non in ultimo l’uso delle sostanze stupefacenti, continuano a mietere vittime.
Solo allora ci si indigna e si ricorre ai correttivi, alcuni anche demagogici, nell’attesa di frenare o cavalcare il sentimento delle comunità.
A Siracusa, secondo le ultime stime della Polizia stradale di Siracusa, sono 2.047 le violazioni accertate per eccesso di velocità, così come 11.527 i punti decurtati dalle patenti di guida.
Il fenomeno infortunistico riferito all’anno 2021, sempre secondo i dati forniti nell’ultimo bilancio della Stradale, ha registrato una diminuzione rispetto al 2019 del 17% (102 incidenti contro i 123 del 2019) – di cui 5 con esito mortale – ed un calo del 33% degli incidenti con lesioni e del 36% delle persone ferite.
Da non dimenticare le attività di sensibilizzazione come ICARO, BICISCUOLA, BIRBA, GUIDA E BASTA, INVERNO IN SICUREZZA E VACANZE SICURE, che sono solo alcune delle tantissime campagne di educazione stradale con cui la Polizia Stradale tenta di diffondere la cultura di una guida consapevole e i giovani che sono gli automobilisti del futuro.
La verità però è che sono tanti i fattori di insicurezza alla base di incidenti. Si pensi ad esempio alla scarsa manutenzione e illuminazione di strade e marciapiedi o il macro disordine indotto dalla micro mobilità senza regole promosse dai Comuni. Monopattini e rider senza regole, ciclabili mal progettate, ma soprattutto la carenza del personale della Polizia Locale sulle strade. In ultimo, non per importanza la presenza di macchine in doppia fila, in assenza di parcheggi adeguati e soddisfacenti. Per non parlare dei controlli.
Ma probabilmente, qualcosa in più si potrebbe fare. Ad esempio, a Siracusa, manca quasi completamente il trasporto pubblico, salvo sporadici esempi, così come una politica di disincentivo vero all’uso dell’automobile.
E allora cosa e come contrastare questo fenomeno? Una misura che sta facendo discutere molto è quella adottata a Milano dal Consiglio comunale, ovvero quella abbassare in città il limite di velocità a 30 km/h. Per ora si tratta di un ordine del giorno, che punta ad abbassare i limiti nel 2024
Cosa prevede e quali le motivazioni della scelta
Il Consiglio comunale di Milano ha approvato un un ordine del giorno nel quale si richiede a sindaco e giunta di “proclamare Milano Città 30, istituendo il limite di velocità in ambito urbano a 30 km/h a partire dal 1° gennaio 2024″.
A firmare la richiesta è il consigliere Marco Mazzei (appartenente alla Lista Sala) che ha così commentato sulla propria pagina Facebook
Si tratta di un passaggio fondamentale, storico vorrei dire, verso la realizzazione di una città completamente diversa: il limite di 30 km/h prima di tutto protegge la vita e la salute delle persone (un impatto a 50 km/h è quasi sempre mortale per chi lo subisce da pedone o da ciclista, mentre a 30 km/h no) e poi migliora la qualità dell’aria e il benessere della città.
Il limite di 30 km/h permette inoltre scelte molto più radicali sulla gestione dello spazio pubblico e sull’idea stessa di strada, visto che se tutti andiamo piano le strade e gli spazi potranno essere sempre più spesso condivisi in sicurezza”
Secondo Mazzei i principali benefici dell’adozione dei nuovi limiti di velocità sarebbero:
- ridurre il numero e la gravità degli incidenti stradali urbani (che per la maggior parte sono causati da distrazione ed eccesso di velocità)
- rendere possibile l’uso delle strade in modo condiviso senza la necessità di costruire costose infrastrutture di separazione dei flussi
- ridurre il rumore
- ridurre l’inquinamento
- non condizionano negativamente i tempi medi di percorrenza, anzi fluidificando il traffico ed evitando accelerate e frenate che consumano più carburante, producono maggiore smog e sono più pericolose per la sicurezza fa aumentare la velocità media, in particolare grazie all’uso delle tecnologie (smart city, Maas, onde verdi)
rende più accessibile lo spazio pubblico
Questa novità ha scatenato il dibattito politico e alcuni Sindaci ipotizzano di declinare sui propri territori la stessa misura.
A Parigi, le “zone 30” sono attive dal luglio 2021.
I risultati però non sembrano lusinghieri, infatti secondo i dati pubblicati da Le Parisien, da settembre 2021 a giugno 2022, se gli incidenti in città sono diminuiti del 7,7%, e i feriti del 7,1%., miglioramento interessante, che però non coinvolge il numero dei morti per incidenti stradali, che sono addirittura aumentati passando da 29 a 40 (+38%). Qualcuno ha spiegato il fenomeno con la possibile maggior disinvoltura dei comportamenti di ciclisti e pedoni, che sentendosi più protetti dalla nuova regola hanno finito per prestare meno attenzione nei loro movimenti sulle strade.
Quanto alla velocità media in città, a Parigi dopo l’introduzione della norma, è rimasta la stessa (12,9 Km/h) che si registrava in precedenza, a riprova che il provvedimento anche qui è servito a poco e che nelle metropoli incroci, semafori e traffico obbligano a viaggiare comunque a rilento senza bisogno di riduzioni di nuovi limiti.
Riteniamo che vanno usate misure più stringenti in termini di controllo e repressione, così come una maggiore attività di sensibilizzazione alla guida e all’uso responsabile dei mezzi di trasporto.
È chiaro che anche l’Amministrazione di Siracusa, dovrà battere un colpo in tal senso e puntare a una città più sicura.












