Siracusa, addio all’AST: (non) c’eravamo tanto amati

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Una serie di congiunture favorevoli permetteranno finalmente il divorzio “consensuale” o quasi tra l’AST e il comune di Siracusa, un idillio mai scoccato quello tra la città e il gestore del trasporto pubblico, carente e inadeguato praticamente da sempre.

Saranno pochi i siracusani che vivranno con nostalgia l’addio all’AST, da sempre sinonimo di ritardo, lentezza o inadeguatezza nelle colorite metafore usate chiacchierando tra amici.

Ad eccezione degli studenti pendolari, che continueranno ovviamente a servirsi dei mezzi previsti per accordi di natura regionale, in città forse l’esperienza più positiva era stata quella delle navette estive, effettivamente un buon servizio ma, come sempre, “una rondine non può fare primavera”.

Era stata la stessa AST a comunicare di voler abbandonare il servizio a Siracusa a partire dal primo marzo, a causa dei costi superiori ai ricavi, mentre a Palermo il presidente Schifani sta preparando un piano di dismissione dall’Azienda Siciliana Trasporti, di cui la regione è unica proprietaria.

A questo punto, vista la necessità di garantire comunque un servizio pubblico necessario, il comune di Siracusa provvederà in emergenza ad avviare una procedura di affidamento diretto per la gestione del servizio di trasporto locale, attraverso la piattaforma Sitas. L’affidamento non potrà superare la durata di due anni.

L’auspicio è che il nuovo affidatario, in collaborazione con il comune, predisponga un servizio finalmente capillare, puntuale e funzionale, tale da far venire quanto meno l’idea di far abbandonare le preziose auto ai siracusani.

Ma soprattutto, ci auguriamo che, dal punto di vista occupazionale, tutte le risorse attualmente impiegate siano riutilizzate dai nuovi gestori, per le tratte di tutta la Sicilia.

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