Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia lancia un appello alla Soprintendenza per sbloccare i lavori: “Tutela e valorizzazione non devono ostacolare il futuro”
È ferma da una settimana la realizzazione della mensa scolastica dell’Istituto comprensivo Elio Vittorini di Siracusa, a seguito del ritrovamento di reperti archeologici durante i lavori in corso. Una situazione che rischia di compromettere il diritto allo studio degli alunni e di far sfumare i finanziamenti pubblici, se i cantieri non riprenderanno in tempi brevi.
A segnalare pubblicamente il pericolo è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Paolo Cavallaro, che attraverso una nota ha voluto rilanciare il grido di allarme del vice dirigente dell’Istituto scolastico, il prof. Marco Vero, il quale ha diffuso l’appello tramite i social.
“Il rischio è di perdere i finanziamenti e il grido di allarme, che voglio amplificare, è del vice dirigente dell’Istituto scolastico prof. Marco Vero, che lo ha reso noto sui social”, scrive Cavallaro.
L’esponente politico chiede un intervento urgente da parte di tutte le istituzioni coinvolte, in particolare della Soprintendenza.
“Rivolgo un appello a tutti i soggetti coinvolti, al Sindaco, agli assessori ma in particolare alla Soprintendenza, perché si faccia presto per non perdere i finanziamenti e si dia a centinaia di bambini ciò che in altre regioni hanno già da tantissimi anni”.
Pur riconoscendo il valore della tutela del patrimonio archeologico, Cavallaro richiama alcuni esempi locali dove è stato raggiunto un equilibrio virtuoso tra valorizzazione dei reperti e interesse pubblico.
“Rispetto il lavoro di ricerca e tutela che compie la Soprintendenza, compresa la valorizzazione, di cui un esempio importante è quello dei parcheggi dei supermercati Lidl di via Grottasanta e di viale Santa Panagia, dove la realizzazione delle attività commerciali ha trovato il giusto equilibrio con la tutela e la valorizzazione dei reperti rinvenuti”.
Da qui, l’appello diretto alla guida dell’ente preposto alla tutela archeologica.
“Rivolgo un appello pubblico al Soprintendente perché si faccia ogni sforzo per completare rapidamente i saggi e consentire la rapida definizione dei lavori della mensa scolastica”.
Nel suo intervento, Cavallaro allarga il discorso anche ad altri casi simili e propone un cambio di approccio nella gestione dei beni vincolati.
“La tutela e la valorizzazione dei siti storici e archeologici sono certamente conquiste di civiltà, ma il futuro non può essere fermato o ingessato”.
Infine, menziona la situazione dell’area archeologica di via Regia Corte, ponendo l’accento sulla necessità di rendere accessibili i beni alla collettività.
“L’occasione mi è utile per tornare anche sulla valorizzazione dell’area archeologica di via Regia Corte, chiusa e sigillata e sottratta alla libera fruizione dei cittadini. Credo che in generale vada ripensata qualcosa nella tutela dei beni archeologici, perché la stessa non può certamente costituire un freno allo sviluppo né un esproprio di terre alla libera fruizione dei cittadini, senza alcun ritorno pubblico sotto il profilo culturale e accademico, nonché turistico”.
“Senza ipocrisie e rigidità mentali, bisognerebbe aprire tavoli di confronto tra tutti gli enti coinvolti, tra il Comune e la Soprintendenza, per comprendere come potere avviare un approccio diverso in ordine a tutti i beni vincolati, abbandonati, e spesso ricoperti da erbacce, nella nostra città, che concili la loro tutela e valorizzazione, come già avvenuto in occasione della realizzazione dei due supermercati, con l’utilità a favore della collettività”.




