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Dossi in via Elorina, marcia indietro del Comune. Scimonelli: “Chi paga per questo spreco?”

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Installati da pochi mesi e già in fase di rimozione. È il destino dei due dossi artificiali di via Elorina, nei pressi del civico 57, per i quali il Settore Mobilità e Trasporti del Comune ha ordinato la demolizione, che avverrà tra oggi e domani, 2 e 3 luglio

Una decisione che ha sollevato dubbi e polemiche, spingendo il capogruppo di “Insieme”, Ivan Scimonelli, a presentare un’interrogazione formale per chiedere conto all’amministrazione di quello che definisce un “potenziale spreco di denaro pubblico”.

Con un’ordinanza dirigenziale (la n. 413 del 1° luglio 2025), infatti, il Comune ha disposto la rimozione dei due rallentatori, citando come motivazione una relazione tecnica interna. Al loro posto, verranno installate delle “bande sonore”, mantenendo l’attraversamento pedonale.

“La rimozione dei dossi avviene a distanza di pochi mesi dalla loro installazione”, sottolinea Scimonelli nella sua interrogazione, sollevando “dubbi sull’iter progettuale, autorizzativo e di verifica”. Per questo, il consigliere ha messo nero su bianco una serie di domande precise per fare piena luce sulla vicenda, sia dal punto di vista economico che tecnico e amministrativo.

Scimonelli chiede di conoscere nel dettaglio i costi complessivi sostenuti dal Comune, sia per la precedente installazione che per l’attuale rimozione, includendo tutte le voci di spesa: progettazione, manodopera, segnaletica, noleggi e ripristino del manto stradale.

Inoltre, il capogruppo di “Insieme” vuole sapere chi siano stati i responsabili tecnici e amministrativi (RUP e Direttore dell’Esecuzione del Contratto) per entrambi gli interventi e ha richiesto copia integrale di tutta la documentazione relativa: dalla relazione tecnica che ha motivato la rimozione ai verbali di collaudo dell’installazione, passando per i contratti di affidamento alle ditte esecutrici.

L’interrogazione non si ferma qui. Si chiede all’amministrazione se siano stati avviati procedimenti di accertamento interno per verificare eventuali errori progettuali o esecutivi e, in caso affermativo, se si intenda “attivare misure risarcitorie o sanzionatorie verso eventuali soggetti responsabili di scelte tecniche errate o frettolose”.

Infine, Scimonelli domanda quali fossero i criteri normativi che hanno portato all’installazione originaria e se questi siano stati in qualche modo violati.

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