Forza Italia Giovani critica la nuova giunta di Siracusa: “Mancanza di visione politica e scelte dettate da equilibri interni alla maggioranza”
Forza Italia Giovani interviene con toni critici sulla recente nomina dei cinque nuovi assessori da parte del sindaco di Siracusa, evidenziando quella che considera una mancanza di visione politica e una gestione interna fondata esclusivamente su logiche di equilibrio tra le componenti della maggioranza.
Dopo oltre un anno segnato da attese, rinvii e smentite, il sindaco ha finalmente completato la squadra assessoriale, ma secondo FI Giovani si tratterebbe più di un “bilanciamento interno a una maggioranza che ormai tiene insieme tutto e il contrario di tutto” piuttosto che di un vero rinnovamento politico e amministrativo.
A sottolineare questo approccio, il comunicato evidenzia la dichiarazione del presidente di A Viso Aperto – l’associazione politica direttamente riconducibile al sindaco – secondo cui “la politica è fatta di turnazione”. Per FI Giovani, questa affermazione svela “l’unico vero criterio adottato: accontentare chi, nella coalizione, da mesi rivendicava un posto a Palazzo Vermexio”.
Il movimento giovanile di centrodestra evidenzia anche perplessità sulla gestione delle deleghe. Il sindaco, nonostante gli impegni istituzionali e la complessità di amministrare una città con oltre 100.000 abitanti, ha scelto di trattenere per sé le deleghe a Sport e Cultura. Una scelta che, secondo il comunicato, “fa sorgere seri dubbi sulla possibilità di garantire attenzione e continuità a settori così strategici per la città”.
FI Giovani mette in luce anche un altro aspetto critico: l’età media dei nuovi assessori, che “si aggira attorno ai 60 anni”, un dato che secondo la nota “racconta più di molte parole: Siracusa guarda al passato, non al futuro”.
Infine, viene sottolineata la quasi totale assenza di rappresentanza femminile nella nuova giunta: “su nove assessori, solo una è donna”, il minimo indispensabile previsto per legge. Una presenza che, secondo Forza Italia Giovani, “appare più un obbligo da adempiere che una scelta reale di rappresentanza e valorizzazione delle competenze femminili”. Un aspetto definito “grave in una città che dovrebbe dare l’esempio, e invece resta ancorata a vecchie logiche di potere”.






