Un lettore ci segnala quanto accade in viale Tica, soprattutto la sera, con mezzi che sfrecciano ad alta velocità sul rettilineo. E la sporcizia esistente nelle aiuole della piazzetta
Viale Tica è una delle vie più trafficate e centrali della zona alta della città. Una via lunga e ricca di attività commerciali che si affacciano sui due lati della strada. Un quartiere fornito, nei cui ronchi e traverse si aprono palazzi, condomini, complessi abitativi molto grandi e la sede del Comando provinciale dei Carabinieri. Inoltre, la via dispone di una bella piazza con una giostra e due aree ludiche per i bambini che popolano le aiuole e l’area circostante con le loro grida felici e i loro giochi. Insomma, un luogo vivo e vissuto, dal quale transitano quotidianamente tante auto, tante persone, i bus che portano a Catania e fuori provincia (in viale Tica vi sono ben due fermate). La sera, però, quando i negozi abbassano le saracinesche e si accendono le luci, la situazione cambia. Soprattutto, dopo le 22, quando chiudono anche gli ultimi panifici o i locali per gli aperitivi e il traffico scompare. In quel momento, la strada, in particolar modo il tratto che va dal semaforo di via Luigi Spagna alla curva dove si trova l’albero secolare, quella che scende verso via Von Platen, diventa una pista da corsa.
Come ci segnala un nostro lettore, infatti, auto di tutti i tipi o carovane di scooter, guidate da gruppi di ragazzi, del tutto senza casco, sfrecciano ad alta velocità lungo la strada, non di rado accompagnando le loro evoluzioni con clacson o urla. Un rischio per chiunque si trovi a passare da una parte all’altra del marciapiede. Rischio che, in realtà, si vive anche di giorno, in due punti: l’attraversamento pedonale di fronte all’albero secolare, dove convergono le auto provenienti da via Polibio e dalla parte bassa di viale Tica; l’attraversamento pedonale sul lato destro di largo Ettore Di Giovanni, laddove i mezzi provenienti da viale Tica svoltano, spesso a velocità sostenuta, senza avere la visuale di chi sta nel frattempo attraversando. Un pericolo che aumenta con il calare del sole. Ma non è solo la sicurezza stradale il problema di viale Tica, già peraltro luogo di incidenti mortali, come quello che ad inizio anno ha ucciso un pedone, travolto mentre attraversava la strada. Si trattava di Stefano Di Giovanni, nipote di Ettore Di Giovanni, a cui è intitolato proprio il largo con la piazzetta.
E qui veniamo a un altro dei punti critici della zona. La stessa piazzetta è trattata male da chi la popola, sia di giorno che di notte. Passeggiando tra le aiuole, comprese quelle dove vi sono le aree ludiche per i bambini, si può notare la sporcizia per terra: cartacce, bottiglie di birra, lattine, residui di cibo e di confezioni di plastica per il consumo da asporto e tanto altro. Una realtà triste, specchio dell’inciviltà di una parte consistente dei cittadini siracusani. Lo dimostra il fatto che, anche quando viene pulita, si riempie nuovamente e rapidamente di rifiuti. Questo avviene nonostante la presenza di due cestini per rifiuti. La sera, poi, la piazzetta si riempie spesso di ragazzi e, in estate, anche di famiglie che, non di rado, consumano del cibo e delle bevande sulle panchine, “dimenticando” poi di portare via i resti. Per non parlare degli scooter che camminano sul marciapiede e degli schiamazzi fino a tarda notte. A completare il quadro, c’è anche la situazione di via Regia Corte, nell’area antistante alla scuola dell’infanzia, dove ci sono punti poco illuminati e, a certe ore, un sospetto via vai di auto.
È una zona di solito tranquilla quella di viale Tica, però è anche un luogo nel quale, la sera, qualche rischio lo si corre, soprattutto se si attraversa la strada. Ed è curioso pensare che ciò avvenga nonostante la vicina sede del Comando dei Carabinieri. Segno che, chi viola le regole, correndo e sfruttando un rettilineo invitante, non mostra il minimo timore per le sanzioni possibili. Ed è un aspetto molto preoccupante. Per la questione del decoro e della pulizia della piazza, le soluzioni invece spettano all’amministrazione, anche se la mancanza di civiltà delle persone è un problema piuttosto difficile da risolvere.












