[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Torniamo dalla Leopolda11 come sempre pieni di entusiasmo, motivazione e voglia di fare”][vc_column_text]La Leopolda è la casa di una comunità che vive la politica con “libertà, coraggio e spirito di servizio”, la casa in cui sono nati sogni importanti che spesso si sono trasformati in leggi. Lo afferma Alessandra Furnari, coordinatrice provinciale Italia Viva Siracusa
“Abbiamo un sogno” è proprio il modo in cui, come ha ricordato Elena Bonetti, è nato il disegno di legge della prima riforma integrata delle politiche familiari, approvato, senza alcun voto contrario, dalla Camera dei Deputati il 18 novembre, stessa data in cui il Consiglio Dei Ministri ha varato lo schema del decreto che attua l’assegno unico universale. Torniamo dalla Leopolda soddisfatti, ma consapevoli che servono ancora “passione, impegno e fatica”, anche per migliorare e rendere più efficaci i risultati già raggiunti. In prossimità della celebrazione del 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, quindi, Italia Viva Siracusa sposa in pieno la campagna “nate libere” (#liberapuoi) lanciata dal coordinamento nazionale, dedicata alla violenza economica, una forma di violenza molto diffusa, ma sicuramente meno dibattuta.”
“Una violenza che, anche grazie al lavoro di sensibilizzazione da sempre condotto dalle associazioni ed organizzazioni che si occupano dei diritti delle donne, è stata pure codificata dalla Convenzione di Istanbul. Nell’ambito del piano di contrasto alla violenza, l’istituzione ed il finanziamento del reddito di libertà, un altro sogno diventato realtà attraverso un emendamento di Italia Viva, rappresenta un importante traguardo che deve però fare i conti con la situazione psicologica di chi è vittima di violenza economica e non si sente pertanto in grado di essere indipendente.
Per rendere più efficace la misura è necessario quindi promuovere iniziative informative sui diritti in ambito economico, su come riconoscere la violenza economica e soprattutto su come eliminarla dalla propria vita. L’educazione finanziaria è un importante strumento di prevenzione e contrasto della violenza economica, in grado di accelerare il processo di uscita dalla violenza favorendo percorsi di inclusione che consentano di riappropriarsi della propria vita. Vi sono 2 già stati e ci sono progetti in questa direzione, grazie al lavoro dei centriantiviolenza, delle associazioni, della Banca D’Italia, del Comitato per l’autonomia finanziaria e dal terzo settore.
Un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’empowerment femminile, nei limiti ben noti sia di competenze che di risorse disponibili, deve però essere svolto anche dagli enti locali, gli unici che hanno profonda conoscenza del tessuto sociale del territorio ed il contatto diretto con i cittadini delle loro comunità.
Per questa ragione, per celebrare, non solo simbolicamente, la giornata del 25 novembre, in linea con una mozione alla Camera dei Deputati a firma Lucia Annibali, chiediamo e chiederemo formalmente, anche attraverso i nostri esponenti presenti nelle amministrazioni, ai Comuni della provincia di Siracusa di impegnarsi a mettere in campo “le politiche e le risorse necessarie per incrementare progetti e percorsi di educazione finanziaria per le donne vittime di violenza economica al fine di prevenire e contrastare la violenza economica, nonché di favorire l’autonomia, l’empowerment e l’integrazione lavorativa delle donne, soprattutto nella fase di uscita dall’esperienza di violenza”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]



