“Non si può e non si deve essere concettualmente contro la realizzazione delle piste ciclabili a Siracusa. Se pretendiamo di essere una città al passo con il resto del Paese e con l’Europa, dobbiamo realizzarle.”
Lo dichiara Giancarlo Garozzo, candidato a sindaco di Siracusa per le prossime elezioni amministrative di maggio.
“Non si può, però, non tener conto che, nonostante le indicazioni inserite nel PUT (Piano urbano del traffico ndr) e nel PUM (Piano urbano di mobilità ndr), votate dal Consiglio comunale nel 2019, prevedessero una mobilità alternativa e sostenibile, la nostra città ha fatto enormi passi indietro. – prosegue Garozzo – Prova ne è la scomparsa dei bus elettrici – compresi i due acquistati dal Comune e oggi abbandonati in qualche deposito – che servivano la zona del Von Platen, Ortigia e la Stazione. Un servizio apprezzato dai turisti e dai siracusani, utile ad abbattere il numero di auto verso il centro storico, che invece di essere potenziato è stato incredibilmente eliminato.”
“Riguardo alle piste ciclabili ricordo pure che – sempre nei due Piani – era prevista la creazione di aree parcheggio nei pressi delle zone attraversate dalle corsie dedicate – prosegue l’ex sindaco – Stranamente, nonostante altre fonti di finanziamento aperte e a cui attingere, nessun posto auto alternativo è stato creato provocando, così, un problema non da poco per tanti cittadini residenti vicino alle piste. Siamo di fronte a scelte improvvide che hanno catapultato su aree densamente trafficate e abitate piste ciclabili. Il risultato è visibile ed evidente: caos totale con difficoltà di manovra anche per gli autobus.”
“Sulla scorta di tutto questo e delle immagini a cui assisto ogni giorno, il primo atto in caso di elezione a Sindaco sarà quello di rivedere l’intero impianto delle piste ciclabili.“
“Ricordo a me stesso – prosegue Garozzo – che, durante la mia sindacatura, in occasione di modifiche strutturali sulla viabilità, si procedeva con una provvisorietà dell’intervento. Per qualche giorno – per realizzare una rotonda o invertire un senso di marcia – creavamo una struttura provvisoria che simulava l’idea progettuale finale. Si monitorava il tutto seguendo la risposta dei cittadini e i benefici per il traffico veicolare e soltanto dopo si provvedeva a realizzare la struttura definitiva, rinunciarvi o modificarla. Qui sta accadendo l’inverso. Ci ritroviamo cordoli in cemento che si allungano in prossimità di incroci con semaforo eliminando, di fatto, una delle corsie di svolta a destra.”
“Rivedere l’impianto è assolutamente necessario. Così come – conclude Giancarlo Garozzo – è prioritario adeguarlo alle esigenze di protezione civile della nostra città che vive una condizione di alto rischio sismico”.












