Aggiornato al 03/04/2025 - 18:50
siracusapress.it
Verso l'IA

Intelligenza Artificiale, ricerca Ipsos: italiani meno consapevoli della media mondiale. Urge formazione

siracusapress.it

condividi news

Presentati i dati all’Innovation Training Summit di Roma. Il 48% vuole formarsi sull’AI. Urso (MIMIT): “Allineare rapidamente la formazione alle esigenze del mercato”

L’Intelligenza Artificiale (AI) sta cambiando e cambierà le nostre vite personali e professionali, ma gli italiani si sentono meno preparati rispetto alla media internazionale. È quanto emerge dalla ricerca “Intelligenza artificiale: cosa dopo il clamore?” realizzata da Ipsos e presentata oggi a Roma durante l’Innovation Training Summit, evento internazionale organizzato dall’associazione no profit Ecosistema Formazione Italia (EFI).

La ricerca indaga il rapporto di persone e aziende con l’AI. Se a livello internazionale il 67% degli intervistati dichiara una buona comprensione del fenomeno, in Italia la percentuale scende al 51%. Nonostante questo, la consapevolezza dell’impatto è alta: il 40% afferma che l’AI ha già cambiato la propria vita, il 60% è convinto che la cambierà nei prossimi anni e ben il 66% crede modificherà la sfera professionale. L’uso è diffuso: sei persone su dieci hanno usato chat generative (ChatGPT al 73%, Gemini al 38%). Di fronte a questa rivoluzione, emerge forte la necessità di nuove competenze: quasi la metà del campione (48%) dichiara di voler intraprendere percorsi formativi per governare l’innovazione.

Anche le aziende vedono l’AI come uno strumento cruciale: per il 51% migliorerà l’efficienza operativa, per il 49% l’analisi dei dati e per il 47% automatizzerà processi di routine.

In un contesto globale complesso, segnato da incertezze economiche e geopolitiche, la capacità di attrarre e formare talenti diventa strategica.

«Viviamo – precisa Kevin Giorgis, presidente di Ecosistema Formazione Italia – in un’epoca di grandi evoluzioni e la formazione ha un ruolo centrale che non possiamo ignorare. Per non subire i cambiamenti di un mondo che, dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, corre sempre più veloce, la formazione tradizionale non è più sufficiente per garantire la competitività delle imprese e la crescita professionale delle persone. Con l’Innovation Training Summit, giunto alla sua seconda edizione, puntiamo a cambiare la mentalità di tutti gli operatori del settore della formazione: istituzioni, scuole, università e aziende che, a vario titolo, operano nel settore della formazione. Vorremmo iniziare, come già si fa in altri Paesi, a ragionare in termini di Smart nation creando occasioni di incontro durante i quali pubblica amministrazione, enti di ricerca e imprese possano collaborare per rendere sempre più efficiente la formazione di domani. Stiamo gettando le basi per rendere questo evento un appuntamento fisso, in Italia e all’estero».

Presente all’evento anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: «La doppia transizione, ecologica e digitale, richiede nuove specializzazioni, ancora spesso difficili da reperire – sottolinea il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso – Il disallineamento tra domanda e offerta di competenze rischia di frenare la crescita, in un contesto in cui la competitività si basa sempre più sul valore aggiunto piuttosto che sul costo del lavoro. Per questo, è fondamentale investire in innovazione e tecnologie avanzate, contrastando la concorrenza sleale extra-UE. Il Ministero è impegnato in questo percorso con il Piano Transizione 4.0 e 5.0, e con iniziative mirate, tra cui la Fondazione Intelligenza Artificiale di Torino, parte di una rete di centri di ricerca industriale per modernizzare il settore produttivo. L’intelligenza artificiale offre opportunità straordinarie per ottimizzare i processi e personalizzare i servizi, ma servono professionisti formati per sfruttarne appieno il potenziale. Il sistema formativo italiano sta rispondendo con percorsi universitari dedicati e con gli ITS, che offrono formazione pratica in settori strategici. Dobbiamo allineare rapidamente la formazione alle esigenze del mercato, integrando il nostro know-how tradizionale con le nuove tecnologie. Serve un coinvolgimento trasversale, dagli operai ai manager, con un supporto non solo tecnico ma anche umano: leadership, apprendimento continuo, collaborazione, con l’obiettivo di mettere la persona al centro della trasformazione. Apprezzo questa iniziativa che unisce competenze diverse, necessarie per affrontare il futuro, trasformando le sfide in opportunità. Attraverso la collaborazione possiamo rendere l’Italia più forte, competitiva e pronta ad affrontare il domani con un approccio aperto e neutrale verso le tecnologie che migliorano economia e società».

Il Summit e la ricerca Ipsos mettono dunque in luce l’urgenza di ripensare i modelli formativi in Italia per cavalcare l’onda dell’AI, dotando persone e imprese delle competenze necessarie per il futuro.

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni