Aggiornato al 01/04/2025 - 09:56
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Fiom critica il Ministro Urso: “Nessuna risposta concreta sulla crisi del petrolchimico di Priolo”

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Antonio Recano (Fiom Siracusa) attacca il Governo: “Si rischia la deindustrializzazione del territorio senza una strategia chiara e azioni concrete

La visita del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a Siracusa ha sollevato forti critiche da parte della Fiom. Secondo il segretario provinciale Antonio Recano, l’incontro con i rappresentanti di Confindustria non avrebbe portato alcun impegno concreto per affrontare la crisi del petrolchimico di Priolo e rilanciare l’occupazione nel settore.

Chi si aspettava impegni precisi su come affrontare le sfide della transizione e garantire il rilancio del polo industriale di Siracusa sarà rimasto insoddisfatto e deluso“, ha dichiarato Recano, sottolineando l’assenza di una strategia chiara da parte del Governo.

Preoccupazione per il futuro del polo industriale

La Fiom Siracusa esprime forti perplessità sulle prospettive del settore, evidenziando come la crisi in atto si manifesti nella riduzione delle attività di manutenzione, nel fermo impianti di ISAB Goi e Sasol e in una significativa contrazione occupazionale. La situazione, secondo il sindacato, rischia di avere un impatto devastante sull’economia e sul tessuto sociale del territorio.

Uno dei punti critici riguarda il piano di dismissione di ENI Versalis, che secondo Fiom non garantirebbe un vero percorso di transizione, ma rappresenterebbe piuttosto un’operazione di “greenwashing”, più attenta al profitto che alla sostenibilità industriale e occupazionale.

Fiom: servono investimenti e un piano industriale chiaro

Per il sindacato, la risposta alla crisi dovrebbe arrivare attraverso investimenti mirati e un crono-programma con obiettivi chiari e tempistiche certe. “Servono forti indirizzi di politica industriale, stanziamento di risorse pubbliche e private e un progetto di rilancio che vada oltre il petrolchimico”, afferma Recano.

La Fiom chiede inoltre la creazione di una rete infrastrutturale che valorizzi il ruolo del porto di Augusta e il rilancio di un distretto metalmeccanico nelle aree di Punta Cugno e Marina di Melilli, per garantire nuova occupazione e sviluppo.

L’appello alla politica e al territorio

La chiusura del comunicato Fiom è un appello alla mobilitazione: “Il tempo delle parole è finito, servono azioni concrete per contrastare il rischio di deindustrializzazione”. Recano invita alla costruzione di un tavolo di confronto tra politica, aziende e territorio per individuare una strategia condivisa di sviluppo.

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