Al Teatro Comunale di Siracusa il saggio-spettacolo degli allievi, una sapiente rilettura della trilogia che riflette sui conflitti attuali
Un’accademia che non forma solo attori, ma anche cittadini. Donne e uomini che dovranno confrontarsi con il mondo, con questo mondo teatro di conflitti, segnato ancora dalle vendette personali e ancora ben lontano dal senso di giustizia istituzionale.

Un tema centrale di “Orestea suite”, un saggio-spettacolo degli allievi dell’Accademia dell’Inda, per la regia di Daniele Salvo. «Ancora una volta l’Accademia del Dramma antico di Siracusa – ha dichiarato Fabio Granata, assessore comunale alle Attività culturali – conferma la sua alta vocazione alla formazione teatrale e culturale dei giovani attraverso l’eterno lascito del teatro classico. Il Saggio 2025 conferma l’eccellenza di una Scuola in grado di formare e temprare giovani talenti provenienti da tutta Italia». Si tratta di una riduzione della Trilogia di Eschilo, un grande classico del teatro greco, basata sulla traduzione di Walter Lapini, con le musiche del maestro Marco Podda, che va in scena al teatro comunale di Siracusa. “Orestea Suite” racconta, attraverso una sapiente e innovativa rilettura del capolavoro di Eschilo da parte di Daniele Salvo, l’eterno insegnamento della tradizione classica, antico e contemporaneo allo stesso tempo, sia nelle declinazioni dei personaggi individuali e delle loro passioni sia del conflitto tra i popoli.
«Resta fulgido – ha proseguito Fabio Granata – l’insegnamento di Eschilo nel suo complesso e nella immagine meravigliosa e forte ricordata dalla giovanissima Clitemnestra: “i vincitori si salveranno solo se rispetteranno gli Dei e i Templi dei Vinti”. Altissimo ammonimento, oggi attualissimo e tragicamente disatteso in molti scenari di guerra ma, sopratutto, nella martoriata Palestina vittima di genocidio. Ma noi non ci stancheremo di ribadire e testimoniare la profonda verità di Eschilo. E l’Accademia rappresenta forse l’espressione più pura della nostra tradizione classica proprio perché diffonde tra le giovani generazioni un’etica e una visione intrisa di civiltà».











