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Inda, fra teatro classico e intelligenza artificiale: la nuova mostra permanente “Orestea del centenario”

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Intervista a Marina Valensise, consigliere delegato della fondazione Istituto nazionale del dramma antico

La commistione tra il teatro classico e l’intelligenza artificiale, fra il rispetto della tradizione e la necessità di dialogare con i nuovi linguaggi contemporanei. Nel segno dell’Orestea del centenario. La nuova mostra permanente dell’Inda, l’Istituto nazionale del dramma antico di Siracusa, sarà inaugurata il 17 aprile a Palazzo Greco nella sede dell’Inda e ci sono grandi aspettative per l’innovativo approccio di fruibilità.

siracusapress.itA raccontarlo è Marina Valensise, consigliere delegato della fondazione Inda, nei giorni in cui va in scena al teatro comunale di Siracusa “Orestea Suite”, un saggio-spettacolo degli allievi dell’Accademia dell’Inda, per la regia di Daniele Salvo. Si tratta di una riduzione della Trilogia di Eschilo, un grande classico del teatro greco, basata sulla traduzione di Walter Lapini, con le musiche del maestro Marco Podda. E tra la necessità di mantenere vivo il legame con il passato classico e l’esigenza di adeguarsi ad una rivoluzione tecnologica, Marina Valensise ha parlato della nuova stagione e del nuovo progetto dell’Inda.

«Il nostro programma è molto all’avanguardia – ha dichiarato Valensise – Ci avvaliamo di tecnici di alto livello per quanto riguarda fonica e illuminazione, e collaboriamo con registi di grande spessore che ci seguono da anni. Quest’anno tornerà a Siracusa Robert Carsen con ‘Edipo a Colono’, il secondo atto della Trilogia dei Labdacidi. Anche in questo caso vedremo un uso di tecnologie molto moderne, pur nel rispetto dell’impostazione classica».

La vera rivoluzione, però, sarà la nuova mostra permanente. Nel 2021, per celebrare il centenario della ripresa degli spettacoli dopo la Prima guerra mondiale, Inda ha organizzato una mostra sulla nascita dell’istituto e sui mecenati siracusani che l’hanno resa possibile. Dopo cinque anni, questa mostra viene riproposta in un’edizione completamente rinnovata che si avvale dell’intelligenza artificiale. «È la prima volta a Siracusa – ha sottolineato Valensise – e credo in tutta Italia, che una mostra dedicata al teatro classico utilizza questa tecnologia. Grazie a un visore, il visitatore potrà interagire con le immagini della mostra e vederle prendere vita».

Ci sarà Mario Tommaso Gargallo, che prenderà vita grazie all’intelligenza artificiale e racconterà con la voce di un attore la sua esperienza di un secolo fa, spiegando come è nata l’idea di valorizzare il teatro classico con spettacoli moderni. Anche le fotografie degli attori dell’epoca si animeranno recitando i versi tradotti da Romagnoli nel 1921.

«Questa iniziativa – ha proseguito Marina Valensise – rientra nel nostro progetto di abbattimento delle barriere architettoniche e cognitive. Non solo, quest’anno avremo, grazie all’intelligenza artificiale, la traduzione simultanea degli spettacoli in diverse lingue, ma offriremo ai visitatori un’esperienza immersiva che permetterà loro di sentirsi contemporanei a uno spettacolo prodotto un secolo fa».

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