La delegata nazionale delle Donne Democratiche Luciana Formica: “La politica rimuova gli ostacoli culturali, basta con una Sicilia inchiodata al passato”
È una settimana cruciale quella che sta per aprirsi all’Assemblea Regionale Siciliana. Il ddl Enti locali andrà in aula e, tra gli articoli in discussione, spicca una norma di civiltà attesa da anni: l’introduzione della soglia obbligatoria di almeno il 40% di donne nelle giunte comunali.
Si tratta di una disposizione (Norme in materia di rappresentanza di genere nelle giunte comunali) che intende recepire nell’ordinamento regionale siciliano il comma 137 dell’articolo 1 della legge n. 56 del 2014, la cosiddetta “Legge Del Rio”, già in vigore nel resto d’Italia.
A tenere alta l’attenzione sul tema è Luciana Formica, Delegata nazionale alla Conferenza nazionale Donne Democratiche, che lancia un appello alla politica regionale affinché non perda questa occasione di modernizzazione. «Le Democratiche lavorano per tradurre in atti concreti le battaglie tese a garantire libertà e protagonismo delle donne – spiega Formica – ovunque: nella gestione della cosa pubblica, nella presenza nel mondo del lavoro, nell’apporto al sociale. Tutto questo nella consapevolezza che la democrazia si realizza solo nell’effettiva parità dei generi».
L’approvazione della norma non è solo una questione aritmetica, ma culturale. La Sicilia, spesso fanalino di coda nelle classifiche sulla parità di genere nelle istituzioni, è chiamata a una svolta. «Le forze politiche siciliane e l’Assemblea Regionale Siciliana sono chiamate a dare prova di voler rimuovere gli ostacoli che ancora si frappongono all’attuazione del dettato costituzionale – conclude dura Luciana Formica – ostacoli che sono il retaggio culturale di una Sicilia inchiodata al passato».
L’obiettivo è chiaro: trasformare le Giunte comunali in luoghi di reale rappresentanza, rompendo il “tetto di cristallo” che ancora limita l’accesso delle donne ai ruoli esecutivi negli enti locali dell’Isola.








