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Catania, tre pistole e 150 munizioni nascoste tra le macerie: sequestro nel parco di Monte Po’

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La Guardia di Finanza ha scoperto un arsenale occultato tra i ruderi di un casolare abbandonato nel quartiere Monte Po’ durante un’attività di controllo del territorio nella periferia catanese

Un arsenale nascosto tra le macerie di un casolare abbandonato è stato scoperto dalla Guardia di Finanza nel quartiere Monte Po’ di Catania. L’operazione, condotta dai militari del I Gruppo nell’ambito delle attività di controllo del territorio, ha portato al sequestro di tre pistole, oltre 150 munizioni di vario tipo e una piccola quantità di marijuana.

Il rinvenimento è avvenuto durante una perlustrazione delle strade limitrofe a un’area verde della periferia catanese. Una pattuglia ha notato in lontananza alcune persone nei pressi dei ruderi del casolare all’interno del parco. Alla vista dei militari, le persone si sono allontanate rapidamente lungo il pendio della collina, insospettendo i finanzieri che hanno deciso di ispezionare attentamente la zona.

L’accurata perquisizione dell’area ha permesso di individuare, occultate tra le macerie, tre pistole: una Bruni modello 92 calibro 9 mm modificata e con canna disostruita, già caricata con sei proiettili pronti all’uso, una pistola a canna lunga J. Gaucher e una Beretta P4 con matricola abrasa. Quest’ultimo dettaglio rende l’arma non tracciabile e fa presupporre un utilizzo per scopi illeciti.

Insieme alle pistole sono stati rinvenuti 39 proiettili calibro 9, una cartuccera contenente 123 cartucce da caccia, mezzo chilogrammo di pallini per la ricarica di cartucce da fucile, tre martelli rompivetro, bulloni e chiodi. L’arsenale era completato da 19,5 grammi di marijuana già suddivisa in dosi pronte per lo spaccio.

Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le pistole e i proiettili saranno sottoposti ad accertamenti di tipo balistico per verificare un eventuale utilizzo in fatti criminosi. Gli investigatori effettueranno anche una ricerca di impronte digitali che potrebbero aiutare a identificare chi ha maneggiato le armi.

La scelta del nascondiglio non era casuale: il casolare abbandonato all’interno del parco offriva un luogo appartato e difficilmente raggiungibile, ideale per occultare materiale illegale lontano da occhi indiscreti. La presenza di persone che si sono date alla fuga ha confermato ai militari che il deposito era ancora in uso.

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