Aggiornato al 05/12/2025 - 13:07
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Choc a Biancavilla: portano a casa la salma sbagliata. L’Asp: “Nostre procedure corrette”

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I familiari si accorgono dello scambio solo una volta aperta la bara in casa. La difesa dell’azienda sanitaria: “Disguidi avvenuti dopo la consegna”

Un episodio che ha dell’incredibile e che aggiunge dolore al dolore per una famiglia del catanese. All’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla, le salme di due uomini deceduti nella stessa giornata sono state scambiate, con il risultato che i parenti di uno dei defunti si sono ritrovati in casa la bara contenente il corpo di uno sconosciuto.

La ricostruzione dell’errore

I fatti risalgono a martedì scorso. Secondo quanto ricostruito, i due uomini, coetanei, si trovavano uno accanto all’altro nella sala mortuaria del nosocomio in attesa delle esequie. Ottenuto il nulla osta dall’ospedale, l’agenzia di pompe funebri ha prelevato quella che credeva essere la salma corretta, l’ha preparata e trasportata nell’abitazione dei familiari per la veglia. È stato lì, tra le mura domestiche, che si è consumato lo shock: una volta aperta la bara, i parenti si sono accorti che l’uomo vestito di tutto punto non era il loro congiunto.

Lo “scambio” e il ritorno in obitorio

Immediata la chiamata all’agenzia funebre. La salma “sbagliata” è stata riportata in ospedale, dove nel frattempo giaceva ancora il corpo del vero congiunto (l’altra famiglia non era presente al momento dello scambio). Si è dovuto procedere a una macabra operazione inversa: i vestiti sono stati tolti alla salma errata e fatti indossare a quella corretta, che è stata infine consegnata alla famiglia legittima.

La posizione dell’Asp e la polemica politica

Sulla vicenda è intervenuta l’Asp di Catania, respingendo ogni accusa. “Le salme sono state regolarmente riconsegnate ai familiari e agli aventi diritto, nel pieno rispetto delle procedure e documentando ogni fase”, si legge in una nota dell’azienda sanitaria. L’Asp sostiene che “eventuali disguidi emersi successivamente alla riconsegna non possono essere attribuiti all’ospedale”, scaricando di fatto la responsabilità sulla fase successiva gestita esternamente, pur confermando di aver “collaborato attivamente alla risoluzione del problema”.

Dura la reazione della politica: la Federazione provinciale del Partito Democratico di Catania ha espresso “preoccupazione e sconcerto per il gravissimo episodio”, chiedendo chiarezza su quanto accaduto all’interno della struttura sanitaria.

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