Secondo Gabriele Urzi, dirigente della Federazione autonoma dei bancari italiani (Fabi), il fenomeno è diventato sempre più diffuso, con numerosi casi segnalati in diverse città
A gennaio, i carabinieri di Raddusa hanno denunciato tre uomini accusati di aver speso banconote false da 50 euro. Ad aprile, nella provincia di Agrigento, diversi commercianti hanno trovato nella loro cassa banconote da 20 euro contraffatte. Un altro episodio si è verificato a maggio, quando un giovane migrante e un’agente locale hanno tentato di pagare in un bar del centro con una banconota da 50 euro falsa.
La situazione ha destato allarme tra le autorità locali. Ulteriori segnalazioni sono giunte da Mineo, dove un sessantenne è stato denunciato dai carabinieri per aver tentato di smerciare banconote da 20 euro false a negozianti ignari.
Urzi ha sottolineato che, nonostante la diminuzione della produzione di banconote del 26% rispetto all’anno precedente, i biglietti contraffatti scoperti sono aumentati significativamente, passando da 104.669 nel 2022 a 121.111 nel 2023. Questo trend preoccupante suggerisce una necessità urgente di misure di prevenzione più efficaci.
La Fabi ha raccomandato piccoli accorgimenti per riconoscere le banconote autentiche, come la regola del “toccare, guardare, muovere”. Queste pratiche possono aiutare a percepire la consistenza e i dettagli di sicurezza sulle banconote vere.
La comunità siciliana è chiamata a rimanere vigile in questo periodo di crescente allerta, affinché possano essere adottate le misure necessarie per contrastare il fenomeno delle banconote false.












