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Emergenza Niscemi, Schifani visita i luoghi della frana: “Sostegno alle famiglie sgomberate”

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Il presidente della Regione al Centro operativo: “Problema sociale da affrontare”. Scerra (M5S): “Risposta del Governo insufficiente”

“Garantire una casa a tutte le famiglie”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, commissario per l’emergenza causata dal ciclone Harry, che ha partecipato alla riunione del Centro operativo comunale di Niscemi per fare il punto sui danni causati dalla frana e sugli interventi a sostegno della popolazione. All’incontro erano presenti l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, il soggetto attuatore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, Sergio Tumminello, il segretario generale dell’Autorità di bacino Leonardo Santoro, il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano, il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, il prefetto di Caltanissetta Donatella Licia Messina e il sindaco Massimiliano Conti.

“A Niscemi abbiamo un problema sociale, che dobbiamo affrontare garantendo una soluzione abitativa alle famiglie che non potranno più tornare nelle proprie case. Dobbiamo dare un futuro a questa comunità gravemente ferita”, ha dichiarato Schifani. “È una situazione di crisi dinamica, in evoluzione. Come Regione Siciliana stiamo facendo la nostra parte”.

Durante la riunione sono stati analizzati vari aspetti della situazione, dall’assistenza sanitaria al ripristino dell’erogazione del gas metano, fino alla garanzia della regolare frequenza scolastica per i ragazzi. “Sul fronte abitativo, ci stiamo facendo carico di realizzare un programma di ricollocazione delle famiglie rimaste senza casa, alcune in alloggi già esistenti, altre in immobili di nuova edilizia. Questo è l’impegno della Regione”, ha aggiunto il presidente.

Supporto psicologico e percorsi sanitari

È stato stabilito che l’Assessorato regionale alla Salute e l’Asp di Caltanissetta metteranno a disposizione un servizio di sostegno psicologico e adegueranno i percorsi sanitari alla rete di comunicazione, utilizzando la viabilità consentita e indirizzando i pazienti urgenti all’ospedale di Caltagirone.

Le critiche del M5S

“Una vera e propria emergenza nell’emergenza con oltre 1.500 cittadini evacuati e decine di abitazioni a rischio. I cittadini stanno affrontando tutto con dignità, ma lo Stato non può permettersi esitazioni”, ha dichiarato il deputato nazionale del M5S, Filippo Scerra. “Ai cittadini di Niscemi esprimo il rammarico per uno Stato che probabilmente non è stato abbastanza vicino a loro nei passati anni, ma che dovrà esserlo adesso per rimettere la città in sicurezza e garantire a tutti il diritto ad abitare in una casa ed in un territorio al riparo da drammatiche sorprese”.

Il parlamentare ha criticato la risposta del Governo nazionale definendola insufficiente. “Le risorse finora stanziate dal Governo sono assolutamente insufficienti rispetto alla portata dei danni in Sicilia, dopo il passaggio del ciclone Harry. C’è la fastidiosa sensazione che, per l’esecutivo Meloni, questa sia una emergenza di serie B”, ha dichiarato.

L’appello di ANCI Sicilia

Anci Sicilia, attraverso il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano, ha sottolineato la necessità di andare oltre la solidarietà. “L’entità di questa tragedia è tale da imporre fin da ora una riflessione lucida: siamo di fronte a eventi che richiederanno una strategia di lungo periodo, destinata a durare anni”, hanno dichiarato.

“La solidarietà, pur doverosa, non è sufficiente. Né basta limitarsi alle assicurazioni di impegno. È necessario compiere un salto di qualità e tradurre la vicinanza istituzionale in un’azione concreta, coordinata e continuativa”, hanno aggiunto Amenta e Alvano.

L’associazione ha rivolto un appello ai Comuni siciliani e alle altre istituzioni affinché rafforzino il proprio impegno mettendo a disposizione mezzi, risorse e personale. “È utile e urgente valutare la costituzione di un coordinamento tra Comuni e istituzioni, che consenta di organizzare in modo strutturato le azioni da intraprendere, evitare sovrapposizioni, individuare le priorità e accompagnare Niscemi non solo nella gestione immediata dell’emergenza, ma anche nella fase successiva di ripristino dei servizi”.

Il rischio idrogeologico strutturale

Marco Casini, segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, ha commentato l’evento evidenziando la natura strutturale del problema. “Le prime evidenze indicano la riattivazione di un dissesto in un contesto geologicamente fragile, con un ruolo rilevante delle condizioni idrogeologiche locali e della presenza d’acqua nel sottosuolo”, ha dichiarato.

“Eventi come questo ricordano, con forza, che il rischio idrogeologico non è un’emergenza occasionale, ma una condizione strutturale di parte del territorio, oggi aggravata da sequenze meteorologiche intense. Serve continuità tra conoscenza, pianificazione e interventi: aggiornamento dei quadri di pericolosità e rischio, monitoraggio strumentale e controlli sul terreno, regole chiare di uso del suolo, manutenzione diffusa e opere mirate dove necessarie”, ha concluso Casini.

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