Dopo inchiesta Cuffaro, oggi in Giunta revisione sistema manager. Secondo albo regionale più selettivo, bandi specifici e commissioni con Agenas e rettori
Una giornata cruciale per la sanità siciliana. Dopo il vertice di maggioranza in programma alle 10.30 all’Ars per compattare la coalizione sulla Finanziaria, il presidente della Regione Renato Schifani riunirà nel pomeriggio la giunta a Palazzo d’Orléans per approvare la revisione del sistema di nomina dei manager della sanità pubblica.
Si tratta della prima risposta politica all’inchiesta giudiziaria che ha portato all’arresto dell’ex governatore Totò Cuffaro e che, attraverso intercettazioni e atti d’indagine, ha messo in luce — o meglio, confermato — l’elevato livello di condizionamento politico nella selezione dei vertici delle 9 Asp e dei 9 principali ospedali siciliani.
La stretta di Schifani: meno margine alla politica
Il progetto del governo regionale punta a una netta inversione di rotta, limitando la platea dei candidati idonei e, di conseguenza, restringendo gli spazi di influenza politica nelle nomine.
Per farlo, Schifani intende andare oltre la normativa nazionale, che già prevede la selezione dei direttori generali da un albo unico, accessibile tramite concorso. Il presidente propone un cambio di passo attraverso due ulteriori livelli di selezione.
Primo step: nasce un secondo albo, regionale e più selettivo
La giunta istituirà un secondo albo, esclusivamente regionale, a cui potranno iscriversi solo i professionisti che risultano già presenti nell’albo nazionale.
L’accesso sarà subordinato al superamento di una nuova procedura: valutazione dei titoli e colloquio.
Una scelta pensata per ridurre drasticamente il numero di aspiranti, privilegiando figure con maggiore esperienza o competenze più aderenti alle esigenze del sistema sanitario siciliano.
Secondo step: un bando per ogni incarico e commissioni nuove
Per ciascuna delle posizioni da ricoprire (Asp e ospedali), sarà pubblicato un bando specifico.
A valutare i candidati sarà una commissione composta da tre membri:
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uno designato da Agenas,
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uno indicato dalla Conferenza dei rettori,
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uno nominato dalla Regione.
Una struttura che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe garantire un livello superiore di terzietà e trasparenza.






