Lettera a Babbo Natale

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Caro Babbo Natale,

noi non lo sappiamo se esisti oppure no, però, nel dubbio, ci serviva un interlocutore credibile per i nostri desideri, da quelli più “commerciali” e terra terra a quelli più aulici, come la pace nel mondo ad esempio.

Diamo per scontato che sta storia della pace non è alla tua portata, visto che siamo alle soglie del 2024 e di guerre nel mondo non ne mancano, anzi la prospettiva è che durino ancora a lungo.

Cercheremo di ridurre dunque la portata delle richieste all’ambito provinciale o addirittura cittadino, sperando che possano rientrare tra i tuoi “poteri”, sempre ammesso che tu li abbia.

Babbo Natale, ti preghiamo innanzitutto di salvaguardare l’indole polemica dei siracusani. Sono buoni in fondo gli eredi di Archimede, soltanto non riescono a non dire la propria in qualunque contesto, anche se totalmente privi di qualsivoglia preparazione di base, anche se per loro “superare i ponti” si conferma spesso solo un detto, perché in realtà non l’hanno mai fatto.

Dona, caro Babbo Natale, un po’ più di pazienza a noi siracusani quando siamo alla guida. Insegnaci ad uscire magari 5 minuti prima, piuttosto che già in ritardo da casa costringendoci ad imprecare ad ogni incrocio o rallentamento. Evita che ogni tamponamento diventi occasione per una colluttazione, salvaci se possibile dagli anti-eroi col crick, perché non possiamo rischiare di prendere legnate solo perché qualcun altro è troppo nervoso e non sa gestire la propria rabbia.

Dona, caro Babbino, un po’ di umiltà a chi si crede “l’elite prescelta a guidare i costumi morali” di Siracusa, a chi si crede depositario del sapere unico, a chi considera feccia chiunque non condivide il proprio aulico pensiero. Studiare, caro Babbo, è importante, è fondamentale, ma essere saccente e con la puzza sotto il naso ti rende odioso a prescindere, anche se hai ragione.

Regala, caro Santa Claus, l’illuminazione ai nostri governanti. Fai capir loro che Siracusa non è Helsinki, che i siracusani non sono svedesi e che i cambiamenti, specie quelli radicali e culturalmente invasivi, hanno bisogno di tempi lunghi, di accompagnamento, di pazienza e cura, non di rimproveri e minacce di sanzioni. Stai pure sicuro, caro Santa, che con i loro tempi anche loro abbracceranno le rivoluzioni, purché siano poste in maniera gentile e graduale.

Fai comprendere, caro babbino, che prendere l’autobus a Siracusa non è più un tabù, non si diventa pezzenti o peggio, anzi può darci un po’ di serenità, può addirittura farci risparmiare tempo e denaro. Certo, c’è da vincere la diffidenza dovuta a decenni di nulla o quasi, ma adesso serve trovare il coraggio di salire a bordo.

Non possiamo chiederti, perché siamo realisti, di far apprezzare le piste ciclabili ai siracusani, anche perché non tutte sono state fatte in maniera intelligente e pratica, tuttavia ti chiediamo di ridurre l’odio verso i ciclisti, di evitare di segnare sul carniere il numero di quelli abbattuti col suv, di provare cioè a sopportarne la presenza, senza – non sia mai – supportarne le scelte di vita. Sono persone che hanno fatto scelte incomprensibili, lo sappiamo, ma non per questo meritano di essere investiti a prescindere!

Ti chiediamo, caro Babbo Natale, di far finire ai siracusani la smania di arrivare al mercoledì sera per gettare nell’immondizia “indifferenziata” di tutto e di più, mentre negli altri giorni, specie per l’umido, i mastelli restano desolatamente vuoti. Non ci vuole davvero nulla per rispettare date e separare i rifiuti, è chiaramente solo la “lagnusia” da vincere, e siamo sicuri che prima o poi la vinceremo!

Fai rispettare, se possibile, i beni pubblici ai siracusani, soprattutto i giochi per i bambini, le giostre inclusive, gli spazi comuni verdi; fai capire loro, caro Babbo Natale, che danneggiarli è da autolesionisti, perché si sottraggono risorse pubbliche, cioè di ciascuno di noi, e non va bene.

Spingi nei cuori dei cittadini più benestanti la molla della solidarietà: fai donare giocattoli, cibo, vestiti a chi ne ha bisogno, in silenzio e con discrezione, supportando le associazioni che da anni operano nel territorio. Ma fallo fare sempre, non solo a Natale!

Ricorda agli imprenditori, ai datori di lavoro, ai creditori che ogni giorno di ritardo per un pagamento ad un libero professionista o a un dipendente può causare ritardi a catena nella sua vita, con disagi importanti; fai capire loro, caro Babbo Natale, che una giusta retribuzione, nei tempi e nei modi, permette al lavoratore di vivere più sereno e quindi rendere di più e meglio.

Insomma, caro Babbo Natale, rileggendo questa lettera ci siamo resi conto che forse chiedere l’immediato cessate il fuoco nella Striscia di Gaza o in Ucraina sia per te meno impegnativo; eppure noi ci vogliamo provare a scriverti questa lettera, perché amiamo la nostra città e i nostri concittadini, perché siamo convinti che tutto andrà meglio nel prossimo futuro. 

O per lo meno, vogliamo in tutti i modi aggrapparci a questa speranza, perché all’alternativa non vogliamo neppure pensarci.

Buon lavoro Babbo Natale e a presto!

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