incendio: avola antica siracusapress

Brucia Avola Antica, ieri 5 diversi roghi in un giorno – Il video

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Drammatico appello degli attivisti del Movimento Antincedio Ibleo (Mai) che hanno scritto al prefetto di Siracusa, Giusi Scaduto

[/vc_column_text][vc_text_separator title=”di Damiano Chiaramonte”][vc_column_text]“Se continua così le montagne sopra Avola saranno totalmente bruciate prima del 15 giugno. Gli incendi stanno divorando la macchia mediterranea come mai avvenuto prima”.

La drammatica testimonianza è di Saro Cuda, presidente dell’associazione Acquanuvena e volontario del Movimento Antincendio Ibleo (Mai) all’indomani di un altro devastante rogo che si è verificato sulle colline sopra Avola. Ieri, cinque grandi incendi hanno devastato una cava ricca di vegetazione ed ecosistemi sensibili, nella zona di Avola Antica. I volontari del Mai hanno segnalato 3 punti fuoco sull’altopiano di Monte d’Oro e 2 punti fuoco a Cava d’Amico.[/vc_column_text][vc_video link=”https://youtu.be/Ek0lYr1KsYk”][vc_column_text]

L’incendio, certamente doloso, è stato segnalato verso mezzogiorno e 90 minuti dopo era intervenuto un elicottero per lo spegnimento. I roghi hanno continuato a bruciare per ore a causa della particolare posizione delle zone colpite, difficilmente raggiungibili con i mezzi di soccorso e per questo scelte volutamente dai piromani per ostacolare le operazioni di spegnimento.

incendio_elicottero siracusapress

Il fuoco si è sviluppato con fiamme molto alte nella parte alta, una zona dalla vegetazione fitta già bruciata negli anni passati. Gravi i danni nella Cava d’Amico dove l’incendio distrutto vegetazione autoctona molto antica.

“Non era mai successo che in un giorno fossero appiccati fuochi in 5 punti diversi in una zona – ha aggiunto Saro Cusa -. Ogni giorno di maggio è stata attaccata sistematicamente tutta la zona della montagna di Avola. Non so chi siano i colpevoli. So solo che ci sono degli allevatori transumanti dei Nebrodi che hanno occupato il territorio e se ne stanno impadronendo. Lo hanno fatto nella Cava Grande come sull’altopiano della montagna d’Avola”.

In questi giorni i volontari del Mai sono dovuti intervenire più volte per contenere le fiamme di diversi roghi che minacciavano abitazioni e vegetazione sempre nelle colline sopra Avola. Ed anche ieri, nel rispetto del loro motto “Non vogliamo vivere in un deserto!”, si sono uniti alle forze di spegnimento istituzionali per proteggere case, frutteti e macchia mediterranea.

Gli attivisti del Movimento Antincendio Ibleo hanno scritto una lettera al Prefetto di Siracusa per denunciare la grave situazione. Eccola di seguito:[/vc_column_text][vc_single_image image=”18194″ img_size=”large”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Gentilissima dottoressa Giuseppa Scaduto,

tempo fa, Le avevamo scritto una lettera con cui Le chiedevamo un incontro con il Movimento Antincendio Ibleo. Sicuramente i numerosi impegni che Lei avrà non Le hanno lasciato il tempo per incontrarci, per cui Le scriviamo questa lettera, così potrà leggerla tranquillamente.
Come avrà avuto modo di sapere il MAI, si è costituito lo scorso anno dopo i disastrosi incendi che nel mese di agosto colpirono i due comuni di Avola e Noto, mettendo a rischio anche abitazioni delle due comunità.
Di questi incendi ancora non si conoscono le cause, né gli autori.
Tra poco saremo in estate e, dopo un inverno caldo con poca precipitazione, siamo molto preoccupati per quello che possa accadere nei prossimi mesi.
In questo periodo abbiamo notato che non è stata fatta alcuna prevenzione nei due territori amministrativi, infatti, lo dimostrano i diversi incendi accaduti in queste ultime settimane.
Una situazione che stiamo notando, soprattutto nel territorio della Montagna d’Avola e della Riserva Naturale di Cava Grande del Cassibile, che esso è occupato da tantissime mandrie che vi pascolano: si calcola che siano più di 300 capi di bestiame.
Non volendo necessariamente collegarli come causa ed effetto, abbiamo notato però che nello stesso territorio in cui si trovano, ci sono stati diversi incendi, che hanno già colpito vaste aree, per cui si è reso necessario l’intervento dei mezzi aerei.
Una delle norme della legge 325 del 2000, vieta il pascolo per 10 anni nei soprassuoli delle aree colpite dagli incendi, tenendo conto che attualmente la maggior parte di questi capi di bestiame pascolano tranquillamente in terreni demaniali,
desideravamo sapere se queste mandrie che vi si sono stabilite abbiano tutte le autorizzazione per farlo.
Le autorizzazioni sanitarie secondo le norme del Decreto ministeriale del 30 novembre 2000 che regolano la transumanza, con la richiesta del “codice pascolo” che implica il relativo permesso da parte dei proprietari dei terreni.
Avremmo desiderato chiederLe pure di anticipare di qualche settimana l’attuazione del protocollo d’intesa che ogni anno fa firmare a tutti i sindaci e gli Enti preposti al piano di lotta agli incendi estivi.
In mancanza di questo incontro richiesto qualche giorno prima di Pasqua, Le abbiamo scritto le nostre richieste, nella speranza che abbiano una fattiva risposta.

Cordialmente, 

Movimento Antincendio Ibleo

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