L’appello di Christian Bosco al sindaco di Priolo Gargallo: non bastano più i simboli, servono corridoi umanitari e azioni concrete
Christian Bosco ha rivolto un forte appello al sindaco di Priolo Gargallo, chiedendo un impegno concreto del Comune per l’attivazione di corridoi umanitari a favore dei minori palestinesi colpiti dalla guerra a Gaza.
Bosco ricorda i dati più drammatici: “20.000 bambini sono stati uccisi in 23 mesi di guerra. 20.000 bambini. Tantissimi sono anche quelli rimasti orfani. Quanto sta avvenendo in questi mesi nella striscia di Gaza è disumano e vergognoso”.
Per Bosco non basta più affidarsi a gesti simbolici: “Bisogna creare subito dei corridoi umanitari e i comuni, in questo, devono avere un ruolo propulsivo e di primo piano. Non possiamo limitarci a meri proclami, ad approvare mozioni inutili o ad appendere lenzuoli bianchi nei municipi. È necessario fare di più. Dobbiamo salvare, con tutti i mezzi a nostra disposizione, questi poveri bambini (la cui unica colpa è di essere nati in una Terra martoriata da anni di conflitti)”.
Nella sua proposta, Bosco sottolinea che Priolo Gargallo, “che è un comune ricco, si faccia promotore di iniziative volte all’accoglimento di questi giovani, collabori con la Prefettura di Siracusa e i Ministeri competenti per creare dei corridoi umanitari e stipuli delle convenzioni con le associazioni e le comunità che si occupano dell’integrazione degli stranieri e della tutela dei minori e dei diritti umani”.
L’invito è anche a un confronto istituzionale allargato: “Invito il Sindaco a convocare al più presto una riunione con gli altri Sindaci della Provincia, con il Prefetto e con le associazioni/organizzazioni non governative che in questi mesi stanno portando aiuti a Gaza”.
Bosco richiama in particolare l’impegno dei socialcattolici: “Noi socialcattolici abbiamo l’obbligo di darci da fare, di proporre iniziative e di metterci la faccia”.
Infine, cita le parole del Presidente Sandro Pertini, ritenute ancora attuali: “L’Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire”.







