Il segretario Utl Antonio Galioto interviene a poche ore dalla bocciatura del decreto IAS del governo da parte della Corte Costituzionale
La zona industriale di Siracusa, storicamente un fulcro dell’industria petrolchimica italiana, si trova ora in un momento di grande incertezza. Nonostante i ripetuti appelli alla classe politica per un intervento deciso, l’incontro presso Confindustria del 20 maggio scorso, incentrato sulla decarbonizzazione e la competitività del polo industriale di Siracusa, ha visto la partecipazione di soli tre parlamentari nazionali e regionali. Questa scarsa presenza solleva dubbi su come verrà gestito il processo di cambiamento necessario per il futuro dell’area.
L’UTL Siracusa sottolinea la necessità di una governance efficace per accompagnare il processo di transizione energetica. Il recente annuncio della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità del decreto “salva Isab” riapre vecchie ferite e mette in discussione un finanziamento di 300 milioni di euro garantito da SACE per interventi di efficientamento presso gli impianti di Isab Goi a Priolo. Questi interventi, che interessano due raffinerie con circa 3500 lavoratori tra diretti e indotto, sono cruciali per la sostenibilità del sito.
Nonostante questi progetti, i sindacati evidenziano l’assenza di un piano chiaro per lo sviluppo industriale della zona. Non sono stati presentati progetti specifici nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e manca una strategia definita per l’adeguamento alla transizione energetica. In questo scenario di incertezza, alimentato dall’assenza di politiche energetiche nazionali concrete, si rischia di perdere terreno rispetto alle esigenze di innovazione e sostenibilità.
Tutte le organizzazioni sindacali hanno espresso l’urgenza di prendere coscienza della necessità di governare il cambiamento, creando alleanze tra i vari soggetti sociali. La mobilitazione collettiva è vista come essenziale per trasmettere un messaggio chiaro alla politica, sia a livello nazionale che regionale. “Ognuno di noi deve impegnarsi per essere protagonista nel determinare il futuro del nostro territorio,” affermano i rappresentanti sindacali, esortando a una lotta unitaria per un futuro industriale sostenibile e competitivo.
Il polo petrolchimico di Siracusa, con la sua rilevanza economica e occupazionale, necessita di interventi immediati e di una visione strategica a lungo termine. È imperativo che il Governo Nazionale e quello Regionale si impegnino attivamente per garantire la sopravvivenza e la prosperità di questa area industriale, cruciale per l’economia locale e nazionale.




