Da nord a sud, la città di Archimede in balia del fuoco appiccato nella maggioranza dei casi da veri e propri terroristi ambientali.
L’appello dei sindaci di Melilli e Augusta a stare in casa, le minacce di Peppe Carta, come noto anche presidente della Commissione Ambiente e Territorio che promette pene esemplari per i piromani, le foto dei cittadini in preda al panico, l’evacuazione di scuole, dell’acquapark di Melilli – peraltro per il secondo anno di seguito – pompe di benzina in fiamme.
Non stiamo descrivendo uno scenario immaginario, ma l’apocalisse che sembra aver colpito la città di Siracusa, dove anche il sole sembra aver assunto un colore diverso, più “giallo” del normale, dove l’aria è irrespirabile perché incandescente e piena di fumi e polveri trasportate dal vento.
Un anello di fuoco circonda in questo momento Villaggio Miano, dove è stato evacuato un albergo, ma anche il territorio di Melilli e in parte di Augusta; il viale Epipoli, Scala Greca, Santa panagia dove è stata evacuata una scuola.
Ma non si sta meglio nella zona sud: Avola invasa dalle fiamme, tanto che un lido è stato quasi distrutto in contrada “Piccio”, ma anche a Noto e a San Lorenzo, senza dimenticare Marzamemi.
Disagi ovviamente anche in autostrada.
La situazione è dunque davvero complicata, perché le fiamme sono costantemente alimentate dal torrido vento che soffia in questo momento; uomini e mezzi della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco stanno dando il massimo, ma alla fine, quando ci sarà da contare i danni, è giusto che la parola “prevenzione” torni ad essere utilizzata nelle stanze del potere.












