Questo famoso detto siciliano è da sempre l’incubo di chi, ragazzino come il sottoscritto, vedeva avvicinarsi con preoccupazione la fine delle lunghe vacanze estive.
Come recita ancora qualche link da “boomer” individuabile su Facebook, gli anni ’80 e ’90 sono stati caratterizzati qui in Sicilia (ma non solo) dalle lunghe villeggiature, ossia quei trasferimenti nelle case al mare o in campagna (per chi ne aveva la possibilità) nati con l’obiettivo di passare insieme alla famiglia spesso allargata da nonni, zii e cugini i tre mesi estivi all’aria aperta.
Il giorno di Ferragosto è sempre stato uno spartiacque per quelle estati, tanto che, andando a memoria, non di rado capitava il primo temporale estivo proprio in quel giorno e così, immancabile, il nonno di turno esclamava: “Austu e riustu è capu di ‘mmernu!” ossia, quasi letteralmente, “agosto e settembre sono l’inizio dell’inverno”.
Il rifiuto psicologico di quel detto da parte di chi allora era un ragazzino, partiva dal fatto che quel “capu di ‘mmernu” significava nei fatti il ritorno alla vita di città ma soprattutto tra i banchi di scuola, dopo tre mesi di reset quasi totale che ci aveva reso allegri, felici ma un tantino più “ignoranti” (anche perché i compiti delle vacanze, se li facevamo, ce li levavamo i primi giorni d’estate, non certo gli ultimi!). Poi ovviamente la gioia di rivedere amici e compagni mitigava lo shock da rientro, sebbene già da marzo/aprile ricominciava il conto alla rovescia.
La pioggia che nel pomeriggio di ieri ha colpito il siracusano ha riportato alla mente, seppur con qualche giorno di ritardo, il ricordo di quel detto tanto temuto da noi ragazzi; eppure, quasi spontaneamente, guardando la preoccupazione negli occhi dei bambini impossibilitati a giocare per via dell’acquazzone, chi scrive si è ritrovato a ripeterlo proprio alla sua di figlia, consapevole che per il ritorno a scuola mancano ormai davvero poche settimane.
Ma subito dopo un sorriso, accompagnato dal ricordo del nonno, ha provveduto a scacciare qualunque tristezza per riprendere a vivere la gioia di questa fine d’estate.











