Presenti Suor Veronica Donatello e Nico Acampora
Un momento di comunità e confronto, venerdì 20 ottobre nel Salone Giovanni Paolo II della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa.
Suor Veronica, nominata Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana dal Presidente Mattarella e responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale delle persone con disabilità della CEI, ha sottolineato un cambiamento cruciale nella percezione delle persone con disabilità. Non più visti solo come individui con esigenze, ma come esseri umani ricchi di valori, desideri e aspirazioni. La sua lectio magistralis ha fatto eco all’importanza di vedere oltre la disabilità, riconoscendo ogni individuo come una persona piena e capace.
Dall’altro lato, abbiamo Nico Acampora, il “visionario” dietro il progetto PizzAut, il ristorante rivoluzionario gestito da giovani autistici. Acampora, che è stato ricevuto dal Papa in udienza privata, ha ricordato come “sembrava impossibile fare un ristorante completamente gestito da ragazzi autistici. Siamo forse il primo ristorante in Europa dove sono autistici i pizzaioli, i camerieri, il barman, tutto il personale e fa un lavoro straordinario. Fa una pizza straordinaria. PizzAut è straordinaria secondo me per questo, perché lì c’è la vita tutti i giorni”. Commovente poi l’aneddoto di una giovane lavoratrice che ha imparato dopo sei mesi a prendere ordini, sottolineando che, con determinazione e supporto, tutto è possibile.
Nella sua introduzione il direttore don Salvo Spataro ha evidenziato: “Dio sceglie di amare totalmente, divinamente ogni sua creatura e si serve delle creature per continuare ad amare la vita, esistenza terrena e oltre la sussistenza fisica: ecco il vangelo della vita che si genera e rigenera perché insieme a Dio, anche le sue creature, trasmettono la vita umana. Questa è la gioia della vita che scaturisce dal dono della vita stessa. Dalla vita e per la vita si conosce il misterioso e mai compiuto significato del piangere. Si piange per la gioia della vita, per la commozione per la vita che nasce, per il dolore per la vita che soffre, per la perdita della vita che ci accompagna, per il figlio che cresce dentro la vita di una madre. Anche Maria piange, e a Siracusa la Madre ha pianto nelle lacrime di una madre in gestazione. La vita è sacra senza eccezioni: è questo il banco di prova della nostra civiltà. È sotto gli occhi di tutti, però, la drammatica constatazione che la vita è violata, qualificata e classificata, manipolata, stuprata, barattata, strumentalizzata, commercializzata, subordinata all’interesse economico e politico, uccisa brutalmente in lotte fratricide. Sono questi alcuni degli innumerevoli terreni di confronto che la nostra comunità accademica vuole quest’anno studiare o, per meglio dire, “dissodare”. Diventa sempre più urgente diffondere l’etica della cura, rivolta a tutti e mai dedicata a qualche categoria. L’etica della cura della persona, compresa della persona con disabilità, è la sfida che il San Metodio vuole oggi più che mai accettare e promuovere. Lo farà pensando la vita a partire dalle sue innumerevoli diversità e dalla sua imprescindibile singolarità, dignità e inalienabilità”.
Un invito a coltivare “una fede che si fa cultura, che incide sulla cultura, che trasforma la cultura” lo ha rivolto l’arcivescovo mons. Francesco Lomanto che ha presieduto la celebrazione eucaristica prima della lectio magistralis. “Lo studio della teologia ci consente di coltivare almeno tre particolari legami o criteri rispettivamente di carattere spirituale, pastorale e culturale: il nesso tra la teologia e la vita spirituale; il rapporto tra la formazione teologica e la cura pastorale o la missione evangelizzatrice; la correlazione tra la riflessione teologica e l’apporto alla vita culturale della città e dei comuni. Va evidenziato l’apporto della riflessione teologica alla vita culturale della Città e dei comuni, riproponendo, in qualche modo, l’interesse per la teologia nella cultura universitaria, anche scolastica, e, ovviamente, accogliendo e valorizzando stimoli molteplici e fecondi da un rapporto più assiduo col più vasto mondo della ricerca universitaria; offrendo nei convegni di studio e negli incontri culturali la rilettura di periodi storici e di opere letterarie di autori siciliani, per cogliere negli eventi della storia i segni della presenza di Dio ed evidenziare quelle vie ancora oggi percorribili per l’annunzio evangelico e la promozione della vera dignità dell’uomo. L’amore per la propria storia ci aiuta a riscoprire la nostra identità di cristiani e ci induce a trovare un fondamento solido, direi anche scientifico, alle nostre scelte e alle nostre azioni pastorali”.












