Mostra fotografica

Noto, rocce e memoria: la storia del climbing rivive tra immagini, pionieri e nuove generazioni

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Grande successo per la mostra “Ai confini” nei bassi di Palazzo Ducezio. Nel racconto di Vincenzo Belfiore anche le origini dell’arrampicata netina, dagli anni ’80 alle falesie oggi conosciute in tutta Europa

Dalle montagne più remote del pianeta alle rocce di casa. Si è conclusa con un bilancio positivo la mostra fotografica “Ai confini” di Massimo Cappuccio, ospitata nei bassi di Palazzo Ducezio, che ha accompagnato residenti, turisti e viaggiatori in un percorso tra reportage, avventura, comunità e paesaggi estremi.

A chiudere l’esposizione è stata una serata dedicata alla montagna e al climbing, con la proiezione degli scatti di Cappuccio dedicati all’arrampicata in Sicilia e nel mondo e un racconto per immagini firmato da Vincenzo Belfiore, che ha ripercorso la nascita e l’evoluzione dell’esplorazione verticale a Noto a partire dalla fine degli anni ’80.

Un viaggio nella memoria che ha riportato insieme vecchi e nuovi protagonisti del movimento. Dai pionieri Andrea Alderuccio e David Gallo, oggi tra i climber più affermati della Sicilia e del Sud Italia, ai frequentatori della palestra Gravity di Marco De Marco, fino ai giovani Giulio e Carlo. Una generazione dopo l’altra, unite dalla stessa passione per la roccia e dalla volontà di trasmettere ai più giovani tecnica, esperienza e cultura della montagna.

La serata ha avuto anche un momento particolarmente toccante nel ricordo di Stefano Pellegrini, che nei primi anni ’90 contribuì a portare competenze e tecnica in un periodo ancora pionieristico, quando internet e social non esistevano e reperire informazioni e materiali sull’arrampicata era tutt’altro che semplice.

Il pensiero è andato anche agli amici e compagni di cordata scomparsi, ricordati con affetto dalla comunità: Angelo, Saro, Corrado e Giulio.

Oggi, a distanza di oltre trent’anni da quelle prime esplorazioni, il territorio compreso tra Noto e Canicattini Bagni, in particolare nell’area dei canyon nei pressi di Contrada Alfano e dintorni, rappresenta una delle realtà più ricche di vie d’arrampicata della Sicilia. Un patrimonio naturale che negli anni ha attirato climber provenienti anche da fuori regione e dall’Europa.

La serata ha così assunto un significato che va oltre la semplice celebrazione del passato: consegnare alle nuove generazioni una storia fatta di passione, tecnica, amicizia e rispetto per il territorio, affinché il movimento possa continuare a crescere.

E il viaggio non si ferma qui. Il prossimo appuntamento è previsto in autunno al Rifugio di Val di Noto, a Noto Antica, dove saranno proiettate immagini inedite di Carmelo Provina dedicate alla storia del climbing locale.

Nel frattempo cresce l’attesa per i nuovi reportage di Massimo Cappuccio, questa volta dalla Groenlandia.

 

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