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A Palazzo Vermexio

Salviamo le api e la biodiversità, sabato scorso convegno dei Club Lions di Siracusa Host ed Eurialo

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Carlo Amodeo (apicoltore), Fabio Morreale (Natura Sicula), Francesco Azzaro (Direttore IPA Siracusa) hanno presentato al numeroso pubblico lo stato dell’arte della Apicoltura

A Palazzo Vermexio, a cura dei due Club Lions di Siracusa Host ed Eurialo, si è svolto sabato scorso l’interessante convegno sul tema “salviamo le api e la biodiversità “ con esperti della materia.

Carlo Amodeo (apicoltore), Fabio Morreale (Natura Sicula), Francesco Azzaro (Direttore IPA Siracusa) hanno presentato al numeroso pubblico lo stato dell’arte della Apicoltura.

In particolare la flora iblea è uno straordinario patrimonio di biodiversità composto da oltre 1500 specie e sottospecie. Considerato che le api bottinano non soltanto il nettare ma anche resine e polline, la flora iblea dà un importante contributo alla loro biologia con piante spontanee con fioriture mellifere generose, come gli agrumi, l’eucalipto, il carrubo, il timo, i cardi, la sulla. Nel periodo invernale, quando le api sono state decimate drasticamente dalle temperature non favorevoli, esse fanno riferimento alle specie “di sostegno” per alimentarsi, così da riuscire a riprodursi e ripopolarsi.

Con i tempi moderni stanno scomparendo alcuni mieli uniflorali molto caratteristici dell’altopiano ibleo: carrubo, “mascaredda” e timo. Le responsabilità sono da imputare all’uomo. Al timo viene a mancare sempre più l’habitat (suoli rocciosi e poco profondi) in quanto l’uomo trasforma i terreni rocciosi in terreni agrari. Il nettare dei fiori di carrubo viene spesso disciolto dalle frequenti bombe d’acqua autunnali frutto dei cambiamenti climatici.

In questo quadro poco entusiasmante c’è da considerare che il miele millefiori prodotto sugli Iblei ha un potere aromatico superiore alla norma in quanto ottenuto grazie alle numerose fioriture in ambienti con poche precipitazioni e con molte specie aromatiche.

La nostra ape ha mantenuto la capacità di produrre un miele con altissime concentrazioni di antiossidanti – dal 300al 1000%in più rispetto ai mieli analizzati nella nomenclatura mondiale. Ha inoltre una quantità di proteine in particolare la vitellogenina.

Grazie all’incontro con Slow Food ,una decina di anni fa con il coinvolgimento dell’istituto nazionale di Apicoltura di Bologna, università di Palermo, Catania e IZS di Palermo si è dato vita al progetto ” Ape slow “; questo progetto ha consentito la creazione dell’associazione allevatori Apis mellifera siciliana e il reinserimento di decine di migliaia di celle reali di regine delle diverse linee genetiche di ape siciliana Cosa altrettanto importante ,la creazione all’interno dell’associazione neo costituita ( oggi conta circa 350 apicoltori e 22000 alveari) si è creato un gruppo di apicoltori che hanno consentito di insediare un totale di 9 isole (banche genetiche dell’ape siciliana)permettendo sempre più di aumentarne la varianza.

Gli apicoltori e le api mellifere stanno vivendo un momento di grandissima difficoltà che di anno in anno si aggrava. L’ape siciliana, forte della sua memoria genetica anch’essa risente delle gravi pressioni antropiche. Il valore aggiunto delle sue produzioni, legato alla notevole quantità di antiossidanti e proteine nel suo miele allevia le difficoltà degli apicoltori che l’allevano ma a tutt’oggi l’Europa si è rifiutata di opporsi all’importazione di mieli creati in laboratorio, composti da zuccheri colorati e aromatizzati, rifiutandosi di attivare macchinari in grado di smascherare le diffusissime frodi. Con tale concorrenza sleale l’apicoltore onesto si trova a produrre pochissimo miele.

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