siracusapress.it
dal 9 agosto

Siracusano sparito da giorni a Caracas, perse le tracce di Antonio Calvino

siracusapress.it

condividi news

L’ultimo caso sotto i riflettori delle autorità italiane riguarda l’italo venezuelano di origini pachinesi

La situazione in Venezuela continua a peggiorare, con un clima di terrore crescente che ha colpito duramente anche la comunità italiana presente nel Paese.

La difficile situazione in Venezuela si è ulteriormente complicata dopo le recenti elezioni presidenziali, tenutesi pochi giorni fa, che hanno visto la conferma di Nicolas Maduro con il 51% dei voti. Tuttavia, il risultato elettorale è stato accolto con forti sospetti di brogli, sollevati sia dagli osservatori internazionali che dalle opposizioni. Questi dubbi hanno scatenato una serie di proteste in tutto il Paese, durante le quali si sono verificati scontri violenti tra manifestanti e forze dell’ordine.

Le proteste hanno già portato all’arresto di oltre 1.200 persone e, tragicamente, almeno 24 persone hanno perso la vita. Questo clima di tensione si riflette anche nella comunità italiana residente in Venezuela, che si sente sempre più esposta e vulnerabile, preoccupata per la propria sicurezza e per il futuro del Paese. L’operazione «toc toc», volta a reprimere gli oppositori, non risparmia nemmeno gli italiani, che vivono nel terrore di essere coinvolti in questa ondata di repressione.

Le notizie di persone scomparse si moltiplicano, mentre gli arresti dei cosiddetti dissidenti si fanno sempre più frequenti.

Si teme per Antonio Calvino, 46enne di origini siracusane.

«Dal 9 agosto scorso non si hanno più tracce di lui, che – spiega il parlamentare – era un oppositore del governo, arrestato tre anni fa durante il Covid davanti al nostro consolato a Caracas per “‘incitamento all’odio” con la presunta accusa di voler assaltare il nostro consolato e liberato lo scorso anno su pressione del nostro stesso governo. Ad avvisarci è stato il Comites degli italiani in Venezuela (organismo che si confronta con il consolato, ndr). Chiunque si rifiuta di andare a casa sua e della famiglia per verificare di persona cosa sia successo, perché hanno paura loro stessi di ritorsioni. Per cui abbiamo denunciato la cosa al console».

 

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni