Il documentario di Antonio Martino, scritto con Francesco Mollo e prodotto da Lago Film in collaborazione con Solaria Film, ha già ottenuto il premio “ArcheoVisiva”
Il MAT Museo di Testa dell’Acqua è lieto di annunciare il terzo appuntamento itinerante inserito nella programmazione del Festival della Comunicazione del Cinema Archeologico di Licodia Eubea, in collaborazione con l’Ecomuseo degli Iblei.
L’evento avrà luogo domenica 15 settembre e rientra nella ricca programmazione del festival che dal 2011 ospita appassionatamente documentari e film d’autore che esplorano la storia, le civiltà antiche, le scoperte archeologiche e i complessi legami fra il patrimonio culturale e le comunità.
Con la proiezione del film documentario “Askòs – Il canto della Sirena” di Antonio Martino si offrirà l’occasione per immergersi nella storia della civiltà magno-greca attraverso il delicato tema del trafugamento e del traffico illecito dei beni culturali; fenomeno diffuso, radicato e sommerso, tristemente noto anche come “archeomafia”, verso cui la XIV edizione del Festival della Comunicazione del Cinema Archeologico di Licodia Eubea (9-13 Ottobre 2024) accenderà un faro (https://www.rassegnalicodia.it/). La nuova programmazione, che a breve verrà ufficialmente presentata sotto la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, si pone l’ambizioso obiettivo di riflettere sul concetto del “patrimonio da salvare”, dai trafugatori, dalle strumentalizzazioni e soprattutto dalla dimenticanza!
Il documentario di Antonio Martino, scritto con Francesco Mollo e prodotto da Lago Film in collaborazione con Solaria Film, ha già ottenuto il premio “ArcheoVisiva” e nel maggio scorso una menzione speciale per la sceneggiatura alla XII edizione dell’Agon Festival di Atene; racconta di un importante reperto archeologico e della sua incredibile storia fatta di scavi e vendite illegali, viaggi in giro per il mondo e infine del suo ritorno a casa, nel Museo Nazionale Archeologico di Crotone, dove si sono svolte le riprese del documentario, realizzate nel 2021 e 2022.
“Nel 1983 in un bosco fuori la città di Crotone, un contadino trova per caso una tomba antica e tra i tanti reperti rinvenuti trova anche un oggetto a forma di uccello, poi volgarmente definito dal contadino la “Papera”. Molto presto scopre che l’oggetto potrebbe avere un valore economico, così lo rivende ad un ricettatore di Bari per 10 milioni di lire e una mucca. Subito dopo viene portato in Svizzera e acquistato da un gruppo di multinazionali del farmaco per 400 milioni di lire. Successivamente, attraverso altri passaggi, l’oggetto viene acquistato dal Getty Museum di Malibù per 2 miliardi di lire.La “Papera” in realtà è un Askòs, un reperto funerario magno-greco risalente al V-IV secolo A.C. Rappresenta una sirena (arpia) e costituisce uno dei rari oggetti che possono essere legati direttamente alla dottrina di Pitagora, che fondò la scuola di sapere proprio a Crotone. I segreti della civiltà magno greca, relativi alla storia di Crotone, restano ancora un mistero. Nonostante sia un’area di altissimo interesse archeologico i siti di interesse vengono abbandonati a sé stessi.”
Programma dell’evento presso il MAT
Ingresso ore 19:00
Proiezione ore 20:00
Per maggiori informazioni consultare






