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Montevergini

Nasce SiraMuse, il museo del racconto immersivo. Il dc Masci: “Tecnologia al servizio dell’uomo»

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Andrea Masci presenta il progetto Montevergini: tecnologie avanzate al servizio della storia siciliana

SiraMuse il Museo multimediale delle storie di Siracusa, è certamente uno di quei progetti che poggia solide basi sulla creatività. Il patrimonio “vivente” della città che diventerà un viaggio nel corso dei secoli, un racconto immersivo di fatti e personaggi, proprio attraverso quella creatività che è stata elemento propulsivo, quella creatività che non travolge e cancella, ma consente la svolta e cambia i destini, che assegna nuove identità.

Così Montevergini diventerà una galleria di una narrazione concepita dall’integrazione tra linguaggi artistici tradizionali e nuove tecnologie il cui obiettivo è valorizzare il patrimonio culturale siracusano.

«La scelta delle tecnologie – ci racconta Andrea Masci, direttore creativo –  è stata una conseguenza dei temi trattati, abbiamo preferito indentificare la tecnologia come un mezzo e non come un fine, per affascinare ed interessare il pubblico abbiamo preferito concentrarci sul significato, sull’estetica delle immagini prima di tutto, per poi coniugare queste scelte con la tecnologia più adatta».

Le immagini in primo piano, la tecnologia che si adatta alle icone: una evoluzione tecnologica al servizio dell’uomo, per valorizzare il passato. In controtendenza con quel “mostro” che viene dal futuro e spazzare via l’umanità. Qui, a Montevergini, i sistemi tecnologici e informatici sono servi dell’umanesimo.

Ma non c’era solo da pensare al contenuto, perchè ad avere un ruolo di primaria importanza è la location stessa e la sua peculiare architettura.

«Abbiamo ricavato – continua Masci – lo spaccato di un teatro nell’ exhibit dedicato ad Eschilo e Platone, o come per profondo blu dove abbiamo creato un ciclorama immersivo, all’interno della pianta quadrata dell’ultima sala. Per noi è importante dare risalto alle storie e ai contenuti attraverso un impianto multimediale che combinasse esperienza fisica del pubblico e contenuto digitale».

Bisognerà appagare i sensi per conoscere la storia di Siracusa, crocevia della cultura, una delle città più importanti del Mediterraneo, con un passato che si perde nella notte dei tempi. L’idea di Masci alla base del progetto SiraMuse, firmato Civita Sicilia, è stata quella di montare uno “show educativo fuori dagli schemi”, così come lo ha definito, utilizzando linguaggi anche molto diversi fra loro. «La parte fisica esperienziale – continua Masci – non è stata mai un accessorio ma, anzi, parte stessa del significato dell’exhibit come nella sala dove parliamo di Santa Lucia e di Caravaggio, prima il buio di una cava e poi la luce della piazza di Ortigia, vissute all’interno di uno spazio appositamente stretto e lungo».

Un progetto appena nato ma già ambizioso, perchè è stato messo in piedi con la sana protervia di poter attrarre i turisti ed anche i siracusani, di poter parlare ai fruitori e raccontare la storia di una Sicilia tutta da scoprire. Tutto ciò grazie ad una connessione tra innovazione e tradizione culturale siciliana che punta ad emozionare e non a stupirlo con gli effetti tecnologici. «Una buona tecnologia è sempre quella che non prevarica il contenuto – sottolinea il direttore creativo di Siramuse – ma che, anzi, lo fa risuonare meglio. In questo senso penso che potremmo integrare in futuro con linguaggi interattivi di gioco, con il pubblico sempre più protagonista o ancora invece quasi in controtendenza, ma in linea con la forte presenza del Teatro nella cultura dei Siracusani, immaginare scenografie complesse, in grado di fare perdere al visitatore per un momento il contatto con il tempo e con la realtà per aiutarli a lasciarsi andare ad immergersi veramente in una visione simile a quella di un sogno, dove le cose non sono solo quelle che sembrano, ma prendono significati che vanno oltre la loro forma».

Quel sogno che è Siracusa, quell’emozioni che vuole diffondere SiraMuse, inizieranno a sfidare il tempo e le vecchie logiche a partire dal 24 luglio. Una location storica, un angolo incantevole della città e un nuovo modo di raccontarla: la tecnologia, senza snaturare l’essenza, la ricerca di un dialogo, un equilibrio, tra l’immortalità del patrimonio storico e la sensibilità contemporanea.

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