L’Assessorato alle Autonomie Locali ripartisce circa 7 milioni di euro. Cinque comuni del siracusano beneficiano del fondo per i centri sotto i 25mila abitanti. A Carlentini un contributo compensativo
La Regione Siciliana tende una mano agli enti locali in difficoltà finanziaria. Con tre diversi decreti a firma dell’Assessore ad interim per le Autonomie Locali, Renato Schifani, sono state ripartite risorse per quasi 7 milioni di euro destinate ai comuni in dissesto o che ne sono usciti di recente .
I provvedimenti, datati 27 novembre 2025, portano risorse fresche anche nelle casse di diversi municipi della provincia di Siracusa.
La mappa dei fondi nel Siracusano
La fetta più consistente per il territorio aretuseo arriva dal riparto del fondo da 2,8 milioni di euro destinato ai comuni con popolazione fino a 25.000 abitanti . In questa graduatoria figurano cinque comuni della provincia, che incasseranno somme utili per la compartecipazione alle spese per servizi, la copertura del disavanzo o il costo del personale in soprannumero .
Ecco il dettaglio degli importi assegnati in provincia di Siracusa:
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Noto: 91.848,86 euro (quota più alta tra i comuni siracusani in elenco).
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Lentini: 83.444,28 euro.
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Floridia: 82.856,84 euro.
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Buscemi: 25.259,22 euro.
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Cassaro: 24.623,63 euro.
Il contributo compensativo per Carlentini
Un decreto separato (D.A. n. 635) ha invece assegnato risorse a titolo di compensazione per la mancata assegnazione di contributi statali nel 2021 . In questo elenco figura il comune di Carlentini, a cui vanno 7.410,79 euro.
Il quadro regionale: Gela fa il pieno
A livello regionale, il decreto n. 637 ha assegnato anche 4 milioni di euro ai comuni più grandi (tra 25.000 e 100.000 abitanti) in dissesto . In questa fascia, la parte del leone la fa il comune di Gela (CL), che ottiene ben 702.829,22 euro , seguito da Barcellona Pozzo di Gotto (€ 504.464) e Monreale (€ 497.491).
Beni confiscati alla mafia
Infine, l’assessorato ha emanato un avviso (D.A. n. 638) per assegnare 150.000 euro ai Consorzi di Comuni che si occupano esclusivamente della gestione e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata . Le risorse serviranno a coprire le spese di funzionamento di questi enti, evitando l’interruzione delle loro attività.








