Intervento della Polizia Ambientale nel polmone verde della Neapolis. Il delegato di quartiere Giovanni Di Lorenzo: “Sventato un reato ambientale. Inquinare un bene comune significa privarsi del diritto di goderne”
Il parco pubblico scambiato per un’officina meccanica a cielo aperto, con gravi rischi per l’ambiente. È accaduto all’interno del Parco Stefano Dell’Aquila, nel cuore della circoscrizione Neapolis, dove il tempestivo intervento della Polizia Ambientale ha impedito che un gesto di inciviltà si trasformasse in un danno ecologico permanente.
A denunciare l’accaduto è Giovanni Di Lorenzo, delegato della Circoscrizione Neapolis. Secondo quanto ricostruito, un giovane aveva introdotto il proprio motociclo all’interno dell’area verde e stava effettuando un vero e proprio “tagliando” fai-da-te. L’operazione veniva svolta senza alcuna precauzione, «non curandosi delle percolazioni di olio bruciato che inquinavano i luoghi», spiega Di Lorenzo. L’olio motore esausto, infatti, è altamente inquinante e basta una piccola quantità per contaminare falde e terreno.
Gli agenti della Polizia Ambientale del Corpo di Polizia Municipale di Siracusa sono intervenuti prontamente, bloccando l’attività illecita. Le conseguenze per il proprietario del mezzo sono state immediate:
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È stato sanzionato secondo le normative vigenti;
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È stato obbligato a provvedere immediatamente alla bonifica dei luoghi, ripulendo le tracce di olio lasciate sul suolo pubblico.
«Ringrazio gli Uomini della Polizia Ambientale per avere impedito che si consumasse l’ennesimo reato ambientale», dichiara Di Lorenzo, che lancia poi un appello alle famiglie e ai residenti del quartiere.
«Faccio appello al senso civico delle famiglie e dei giovani perché certi episodi non abbiano più a verificarsi. Inquinare e sporcare un parco significa precludere, e precludersi, il diritto di goderne».












