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Pasqua “amara” per imprese e famiglie, l’allarme di Confartigianato Siracusa

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I conflitti internazionali pesano sull’economia locale e nazionale: “Rincari e inflazione, servono misure urgenti”

Le tensioni geopolitiche e i conflitti in atto in Medio Oriente e in Ucraina presentano un conto sempre più salato all’economia italiana, abbattendosi con forza sul sistema delle imprese e sui bilanci domestici. È l’allarme lanciato da Confartigianato Imprese Siracusa, che traccia un quadro a tinte fosche in vista delle festività, preannunciando una Pasqua “amara” per il tessuto produttivo.

I numeri elaborati a livello nazionale parlano chiaro: per il 2026 le prime stime di Confartigianato indicano un incremento dei costi energetici pari ad almeno 10 miliardi di euro. Un aggravio che incide direttamente sulla sostenibilità di molte attività e che mette a rischio anche l’export (nel 2025 le esportazioni verso il Medio Oriente valevano 30 miliardi di euro, con un +8% oggi fortemente in bilico).

Se in una prima fase la crisi colpirà soprattutto i distretti industriali del Nordest e le imprese “energivore”, l’onda d’urto è destinata a estendersi rapidamente a tutti i settori strategici (trasporti, agroalimentare, edilizia, servizi).

Nella provincia di Siracusa, sottolinea l’associazione di categoria, iniziano già a manifestarsi le prime pesanti difficoltà. A soffrire maggiormente sono le imprese non legate al settore turistico. Il turismo, infatti, mostra al momento una sostanziale tenuta: un effetto trainato anche dalle difficoltà dei Paesi del bacino mediterraneo e mediorientale direttamente coinvolti nei conflitti, divenuti meno sicuri e accessibili per i flussi internazionali che si riversano così in Sicilia.

Tuttavia, l’aumento generalizzato dei costi di produzione si tradurrà a breve in un inevitabile rialzo dei prezzi al consumo. Un fattore che, avverte Confartigianato Siracusa, colpirà duramente le famiglie, in particolare quelle con redditi medi, costrette a rinunciare alle spese non strettamente necessarie per far fronte alla ripresa dell’inflazione. Il rischio concreto è quello di scivolare verso una fase di recessione e stagflazione.

In questo delicato contesto, le misure adottate fino a oggi dal Governo per contenere gli effetti del caro petrolio vengono giudicate del tutto insufficienti. Confartigianato chiede un intervento drastico, capace di derogare ai vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea, mutuando gli strumenti straordinari già sperimentati durante il periodo Covid.

L’associazione degli artigiani sollecita interventi concreti e immediati, tra cui:

  • Sospensione fiscale: Il blocco temporaneo dei pagamenti di tasse, tributi e contributi per dare respiro alla liquidità aziendale.

  • Crediti d’imposta: L’incremento del bonus per l’acquisto di carburante ed energia, essenziale per i settori più esposti come l’autotrasporto, la manifattura, il tessile e l’agroalimentare.

  • Disaccoppiamento dei prezzi: Un intervento a livello europeo per sganciare definitivamente il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas.

Ci si approccia, dunque, a una festività dal sapore amaro, con l’auspicio, conclude la nota di Confartigianato, che questa Pasqua possa quantomeno rappresentare un momento di profonda riflessione per le istituzioni chiamate a tutelare il tessuto economico del Paese.

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