I referenti di FSA-CNPP/S.PP: “Arrivati a un punto di non ritorno, le regole vanno rispettate con assoluto rigore”
Sei agenti penitenziari sono stati aggrediti martedì nel carcere di piazza Lanza, a Catania, da un detenuto che ha utilizzato una padella per colpire il personale specializzato, causando traumi e fratture agli intervenuti. I fatti hanno allerta la Segreteria Nazionale della FSA-CNPP/S.PP che, unitamente alle articolazioni regionali e locali, ha denunciato con estrema durezza quanto accaduto.
“Siamo a un punto di rottura definitivo – scrivono dal sindacato -. Un ispettore e cinque agenti sono stati mandati al massacro e sono finiti in ospedale con gravi traumi e fratture sotto i colpi di una ferocia inaudita. Quanto accaduto non è che l’ennesimo capitolo di una cronaca annunciata che questa Organizzazione ha già denunciato con precisione chirurgica nelle note del 1 e 16 marzo. Dalle rivolte nel reparto Nicito all’accoltellamento al viso del mese scorso, il sangue dei nostri colleghi continua a macchiare i pavimenti di questo istituto a causa di un immobilismo che non è più tollerabile”.
Il Coordinamento Nazionale della Polizia Penitenziaria denuncia la precarietà della struttura e il sovraffollamento che mina la gestione regolare del penitenziario: “Piazza Lanza, con quasi 500 detenuti su 279 posti, è una realtà esplosiva che non può più essere gestita con l’attuale immobilismo. A seguito di questa nuova, brutale aggressione, si esige che l’Amministrazione smetta di temporeggiare e applichi con rigore assoluto la circolare ministeriale che impone il trasferimento extra-regionale immediato dei detenuti che aggrediscono il personale. Qualsiasi ritardo o inosservanza di questa direttiva sarà considerato come una consapevole omissione nella tutela dell’incolumità fisica dei lavoratori”.
Le sigle sindacali chiedono quindi l’allontanamento istantaneo fuori regione del detenuto responsabile dell’aggressione e l’invio urgente di contingenti straordinari per ripristinare i livelli minimi di sicurezza e porre fine allo sfruttamento di un personale costretto a operare in condizioni di costante pericolo. Per chi è responsabile di aggressioni nel carcere, invece, la richiesta è di adozione di regimi detentivi di massima sicurezza per i soggetti violenti, garantendo l’annullamento di ogni possibilità di contatto fisico e di offesa nei confronti della Polizia Penitenziaria.
“La pazienza è finita. Se l’Amministrazione non darà seguito immediato a queste richieste, attivando i trasferimenti punitivi previsti e garantendo la sicurezza del reparto, proclameremo lo stato di agitazione permanente e attueremo ogni forma di protesta consentita dalla legge. Non permetteremo che altri servitori dello Stato vengano sacrificati sull’altare di un sistema al collasso”.











