L’associazione interviene con la nota seguente sul contenzioso al TAR e suggerisce una via d’uscita istituzionale per ricucire lo strappo tra cittadinanza e amministrazione
“Constatiamo, come associazione di zona (TFM – Terrauzza Fanusa Milocca), che il clima in città si sta progressivamente deteriorando, coinvolgendo attività giudiziali che acuiscono la conflittualità tra cittadini ed organi amministrativi (Ortigia Cittadinanza Resistente, Istituto Rizza, Idroscalo) e che accendono dualità e contrapposizione tra i cittadini stessi.
Essendo anche noi cittadini, abbiamo deciso di uscire dal guscio locale per parlare da siracusani in senso civico, continuando, statutariamente, a non assumere connotazioni partitiche.
L’argomento di oggi è l’Idroscalo, che ha visto attività verso il TAR da parte di Associazioni della città ed una presa di posizione del Sindaco dissonante rispetto a quella delle Associazioni già citate. Abbiamo provato a fare chiarezza, pur senza conoscere i contenuti specifici del ricorso al TAR, che ha visto impegnate, con fini unicamente civici, almeno due Associazioni.
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Cenni Storici e Catastali: L’idroscalo De Filippis fu realizzato e destinato ad uso militare ai primi del Novecento — presumibilmente tra il 1912 e il 1930, nel periodo di sviluppo dell’aviazione navale italiana. L’intestazione catastale dell’area (fg. 57, p.lle 534 e 535) è “DEMANIO DELLO STATO RAMO MARINA MERCANTILE”, il che significa, visto lo sbocco a mare, “Demanio Marittimo”.
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Il Quadro Normativo: Nel 1977 i beni demaniali furono trasferiti alle Regioni. Il D.P.R. 684/1977 costituisce la norma di attuazione che ha disciplinato concretamente tale trasferimento. Nel trasferimento esiste una clausola “sospensiva” che esclude i beni destinati all’uso militare, mantenendone il possesso al Ministero della Difesa. Tuttavia, essendo la Sicilia una Regione a Statuto Speciale, essa subentra nella “titolarità” e non solo nella “delega amministrativa” del bene.
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La Giurisprudenza: La Corte Costituzionale ha più volte affermato — in particolare nelle sentenze nn. 378/2000 e 286/2004 — che le deroghe al trasferimento dei beni demaniali alle Regioni a Statuto Speciale devono essere interpretate restrittivamente e sono giustificate esclusivamente dalla persistenza della funzione pubblica che le determina. Cessata la funzione, cessa la deroga.
La decadenza dell’uso militare
L’uso militare dell’idroscalo era giustificato da due attività: l’uso di idrovolanti militari e la presenza del 34° gruppo radar. L’uso di idrovolanti militari cessò ai primi anni ’50 ed il gruppo radar fu trasferito a Mezzogregorio (Comune di Noto), assumendo la denominazione di 137ª Squadriglia radar remota nel 2012. Il De Filippis è diventato quindi un distaccamento logistico, in pratica alloggi per dipendenti e attività correlate. Da quel momento l’area è passata “di diritto”, ope legis, al demanio regionale. Il passaggio formale amministrativo non è mai stato attivato, né per segnalazione dell’Aeronautica Militare né per atto della Regione Siciliana. Questa è un’irregolarità amministrativa di mancata trascrizione che non altera l’avvenuto passaggio di titolarità.
Il Bando e il Ricorso
Con bando pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 luglio 2024, Difesa Servizi ha pubblicato una manifestazione pubblica di interesse per la concessione di 33 ex siti militari, compreso il De Filippis. L’obiettivo dichiarato era realizzare una rete di collegamenti aerei con idrovolanti. Il Comitato Cittadino per la Riqualificazione e il Decoro Urbano di Siracusa, insieme con Legambiente Sicilia, ha formalmente notificato un ricorso al TAR di Catania contro il bando. A seguito delle pressioni, Difesa Servizi ha modificato la scheda relativa al De Filippis, riducendo l’area da dare in concessione ai privati e lasciando la restante parte in uso all’Aeronautica Militare.
È palese la fragilità della legittimità del bando, poiché opera su un sito che non apparteneva più al Ministero della Difesa. Paradossalmente, la pubblicazione del bando ufficializzava in maniera autentica l’assenza dell’uso militare del sito, facendo scattare l’automatismo del conferimento di cui al D.P.R. 684/1977. In vista della sentenza del TAR, fissata per il 6 maggio 2026, lo scorso 26 marzo il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica ha emesso un decreto interno che autorizza al De Filippis l’atterraggio diurno di elicotteri militari AW-139, mossa probabilmente volta a riaffermare l’uso militare dell’area in extremis.
La Proposta Istituzionale
Questi sono i fatti. Il Sindaco non si è unito al ricorso delle associazioni di cittadini e si è dichiarato soddisfatto dall’ottenimento solo parziale dell’area. Se la nostra ricostruzione è corretta, il punto non è accontentarsi di una porzione dell’Idroscalo, ma chiarire chi abbia realmente titolo giuridico a disporre del bene. Qualunque accordo fondato su una trattativa esclusiva con la Difesa rischierebbe di poggiare su un presupposto debole o errato, rischiando la nullità poiché raggiunto con l’interlocutore sbagliato.
Esiste una strada lineare, trasparente e rispettosa degli equilibri istituzionali: il Sindaco presenti formalmente alla Regione Siciliana una richiesta di concessione dell’area dell’Idroscalo De Filippis, in nome e per conto della città. Sarebbe un atto politicamente chiarissimo che avrebbe tre effetti immediati:
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Costringerebbe gli enti coinvolti a chiarire la titolarità effettiva del bene.
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Rimetterebbe Siracusa al centro della vicenda.
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Ricucirebbe il rapporto con le associazioni civiche, mosse unicamente dalla difesa di un bene pubblico strategico.
Riteniamo che questa sia l’occasione per uscire dalle contrapposizioni e costruire una soluzione istituzionale ordinata. Se la Difesa volesse intraprendere la stessa strada per sopravvenute necessità militari, si troverebbe davanti una richiesta fatta dall’organo esponenziale della volontà dei cittadini. Ma occorre fare presto.”
Renato Messineo, presidente di TFM











